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Blocco stipendi, le forze dell'ordine minacciano lo sciopero. Madia: "Surplus di attenzione"

04 settembre 2014 | 13.58
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Polizia e Cocer dopo la decisione annunciata mercoledì dal ministro della Funzione pubblica: "Qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale, chiederemo le dimissioni di tutti i capi" perché incapaci "di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l'abnegazione del proprio personale". Camusso: "Si colpiscono i soliti noti". Bonanni: "Ci mobiliteremo per denunciare una situazione che per noi è scandalosa". Uil: "E' venuto il momento di una risposta forte"

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"Per la prima volta nella storia" sarà ''sciopero generale''. Lo annunciano i sindacati di polizia, polizia penitenziaria, corpo forestale, vigili del fuoco e i Cocer (Consiglio centrale di Rappresentanza) Interforze (Esercito, Marina Aeronautica, Guardia di Finanza e Carabinieri) in risposta all'annunciato blocco degli stipendi nella Pubblica amministrazione. E in una nota congiunta annunciano che "qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale, chiederemo le dimissioni di tutti i Capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi Ministri poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l'abnegazione del proprio personale".

Immediata la risposta del ministro Marianna Madia: "Per il comparto delle forze di polizia ci sarà un surplus di attenzione, un'attenzione massima perché è un comparto sensibile e ci metteremo una maggiore attenzione poiché riconosciamo una specificità a questo comparto". Così il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha replicato, dalla festa nazionale dell'Unità in corso a Bologna, all'annuncio di uno sciopero delle forze dell'ordine contro il blocco dell'aumento degli stipendi. Ai cronisti che domandavano se quindi queste categorie verranno escluse dal concgelamento dei salari, Madia non si è sbilanciata. "Io non dico mai cose di cui non ho certezza, - ha risposto - quello che diciamo facciamo, quindi in questo momento non ho certezze quindi non dico nulla".

Sul minacciato sciopero generale il premier Matteo Renzi è in continuo contatto con il ministro dell'Interno Angelino Alfano, fanno sapere fonti del Viminale.

All'attacco del governo anche i sindacati confederali. "Non comprendiamo la logica per cui si continua a prorogare il blocco dei contratti. La sensazione è che si seguiti a chiedere ai soliti noti per non toccare altri interessi che invece produrrebbero molte risorse". Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in Sardegna, a Buggerru, per ricordare il primo sciopero generale d'Italia del 4 settembre 1904, in merito alla decisione annunciata mercoledì dal ministro della Funzione pubblica.

"Bisogna decidere che cosa si vuol fare - sostiene Camusso - il presidente del Consiglio e il governo hanno fatto la manovra sugli 80 euro che noi abbiamo giudicato positivamente, non solo perché era un segno di riconoscimento al lavoro ma soprattutto perché era il segnale che non si esce dalla crisi abbassando i salari e peggiorando le condizioni dei lavoratori. Ecco perché vorremmo coerenza con questa scelta, chiudendo una stagione lunga sei anni che ha portato all'impoverimento delle retribuzioni e delle pensioni". "Bisogna mettere al centro il tema della creazione di lavoro: se non si riparte da questo, dal fare investimenti, non possiamo uscire dalla recessione", conclude Camusso.

No al blocco del salario degli statali anche dal segretario della Cisl Raffaele Bonanni che, intervenendo a Rainews24, ha dichiarato: ''Ci mobiliteremo, protesteremo, ci metteremo d'accordo nel sindacato, per denunciare una situazione che per noi è scandalosa''.

''Siamo molto preoccupati per il comportamento del governo'' che, ha detto Bonanni, ''annuncia solo a mezzo stampa che bloccano i contratti''. ''Siamo alla farsa'', ha dichiarato il sindacalista denunciando anche la ''pericolosità democratica'' di un sistema che ''neanche a Cuba si usa''. I dipendenti pubblici ''non prendono soldi da 8 anni e le assunzioni non si fanno da 15 anni. Che ci hanno fatto con tutti questi soldi?''.

''Vogliamo capire per quale motivo si fa slittare sempre l'intervento sulle municipalizzate di regioni e comuni'', che ''rinnovano le concessioni come vogliono'' per mantenere ''il presepe com'è'' mentre i dipendenti pubblici vengono ''caricati ancora di una volta di una situazione sconcertante''.

Per Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, "è venuto il momento di rispondere forte e chiaro che non sono accettabili queste vessazioni continue e soprattutto il non rispetto dei patti" per garantire "principi e diritti", utilizzando tutti gli strumenti possibili a partire dallo sciopero del Pubblico impiego".

"Il contratto, la contrattazione, fanno parte di normali relazioni fra parti e la seconda è tutelata dalla Costituzione, pertanto la nostra risposta dovrà essere rivolta a garantire questi principi e questi diritti, utilizzando tutti gli strumenti possibili a partire dallo sciopero del Pubblico impiego", ribadisce in una nota.

In una nota il Coordinamento Sicurezza Ugl, organo che riunisce il personale della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, annuncia: ''Faremo il possibile per spingere il governo a fare un passo indietro''.

Per Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma di Polizia Penitenziaria) ''è inaccettabile il blocco dei salari anche per le forze armate e di polizia: se il governo non cambierà registro, siamo pronti a bloccare i servizi penitenziari, dai colloqui alle attività nelle carceri''.

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