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Tea Ranno: "In Italia serve più 'amurusanza'"

23 maggio 2019 | 15.12
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(Foto dal profili Facebook)

"In Italia abbiamo bisogno di più ‘amurusanza’, perché quella parte di bene che alberga in ognuno di noi, se messa assieme, può davvero cambiare una comunità, come nel caso del libro, ma anche cambiare il mondo, se solo lo vogliamo. Mettendo assieme le parti buone e il meglio di ciascuno si può arrivare a cambiare le sorti di un Paese". Così la scrittrice Tea Ranno, parlando all’Adnkronos, a Roma, a margine della presentazione del suo ultimo libro, “L’amurusanza” (Mondadori, pgg. 360, euro 18,50) nel salotto letterario ‘Lalineadombra.roma” fondato da Francesca Romana Piro.

"L'amurusanza" - termine siciliano che va oltre la traduzione letterale 'amorevolezza' e porta con sé per estensione passione, amore, desiderio, bellezza, trasporto, atteggiamento affettuoso - è un romanzo corale, ambientato in paese della Sicilia di cinquemila anime, dove ci si conosce tutti. Su un lato della piazza c’è la tabaccheria, gestita da Costanzo e dalla moglie Agata, sull’altro il municipio, amministrato dal sindaco “Occhi Janchi” e dalla sua cricca di ‘anime nere’, invischiata in diversi affari sporchi. Quando Costanzo muore all’improvviso, Agata viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che vuole appropriarsi de 'La Saracina', un terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Agata però non intende stare a guardare, e attorno a lei si raccoglie un gruppo di paesani, una compagnia variopinta e ribelle di “anime rosse” che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di amurusanze. Come nel borgo che fa da scenario al romanzo, anche "in Italia - denuncia la scrittrice - abbiamo troppa corruzione".

"Il mio - spiega ancora la scrittrice siciliana - è un libro sul malaffare, sulla malversazione, le ruberie che a livello politico vengono condotte approfittando di una posizione di potere. Ovvero nel perseguire una finalità pubblica lo si fa senza etica, l’etica dell’onestà. Se questi valori, e lo dico senza retorica, venissero rispolverati, 'riguardati' per quello che sono, allora avremmo davvero buone possibilità di cambiamento, a livello ambientale, politico, e nella società tutta”.

"L’amurusanza" è un racconto di ribellione, forza, reazione: “E’ un libro di speranza - sostiene Ranno - un’esortazione al cambiamento, che nasce dalla condivisione di un’ideale comune e dalla lotta per un bene comune: salvaguardare un pezzo di paradiso. E il nostro mondo è un pezzo di paradiso", conclude.

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