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Terrorismo, per ex Br nuova udienza a Parigi 29/9 per questione costituzionalità

01 luglio 2021 | 16.23
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Pietrostefani ricoverato, anche sua udienza slitta al 29. Avvocato Terrel: "scioccante Bergamin delinquente abituale, da 40 anni no reati". L'avvocato di Ventura: "dossier estradizione incompleto, vuole restare in Francia, è francese dal 1986"

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La Corte di Appello di Parigi ha fissato anche questa volta per il 29 settembre la decisione sulle questioni preliminari di costituzionalità e sul supplemento di informazioni richieste dalle difese e dalla Procura. Dopo le udienze del 23 giugno, ieri si sono svolte le udienze degli altri tre ex terroristi italiani fermati in Francia a fine aprile: dell'ex militante dei Proletari armati per il Comunismo Luca Bergamin, dell'ex Br Giovanni Alimonti e dell'ex militante di Autonomia Operaia Raffaele Ventura. L’udienza per l'ex militante di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, che è attualmente ricoverato in ospedale per una grave malattia, è stata rinviata al 29 settembre.

Il 29 settembre, quindi, la Corte di Appello di Parigi, si pronuncerà sulle questioni preliminari di costituzionalità sollevate dagli avvocati degli ex terroristi italiani. La difesa, infatti, contesta in particolare lo status dell'avvocato che rappresenta lo stato italiano, William Julié, che può intervenire nel corso delle udienze ma che non prende parte alla procedura.

Oltre a Bergamin, Alimonti e Ventura si presenteranno quindi in aula, come deciso il 23 giugno scorso, l’ex militante delle Brigate Rosse, Roberta Cappelli, l'ex brigatista Marina Petrella, l'ex membro dell'organizzazione dei Nuclei armati contropotere territoriale Narciso Manenti, l'ex militante delle Br Sergio Tornaghi e l’ex brigatista Enzo Calvitti.

Terrel, 'scioccante Bergamin delinquente abituale, no reati da 40 anni -anche procura ha stigmatizzato carenze dossier italiani'

Come nel corso dell’udienza del 23 giugno, spiega all’Adnkronos, Irene Terrel, l'avvocata francese di sei dei nove ex terroristi fermati in Francia a fine aprile, “sia da parte della Procura che della difesa è stata stigmatizzata la carenza dei dossier italiani e anche questa volta abbiamo chiesto un supplemento di informazioni dato la carenza dei dossier”.

Per quanto riguarda il dossier Bergamin, 73 anni, Terrel che ha fatto presente alla Corte di Appello l'irricevibilità della domanda di estradizione dopo che la Corte d'Assise di Milano l'11 maggio ha dichiarato l'estinzione della pena per prescrizione (si trattava dei 16 anni e 11 mesi che l'ex Pac avrebbe dovuto espiare per l'omicidio Santoro e altri reati) si dice particolarmente “scioccata” dalla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano che il 16 giugno ha confermato la 'delinquenza abituale' di Luigi Bergamin, respingendo il ricorso del suo avvocato italiano, Giovanni Ceola. “Quello di Bergamin è un dossier particolarmente scioccante. Non è normale che uno Stato si rifiuti di applicare la propria legislazione. Negli ultimi 40 anni Bergamin non ha commesso più alcun reato e quindi non si può parlare di ‘delinquenza abituale’”.

Per quanto riguarda Pietrostefani, 77 anni, “è chiaro che con un ricovero che si prolunga dopo una difficile operazione questa vicenda non fa che intaccare la sua serenità”, sottolinea ancora Terrel. “E’ una persona fragile e per lui si parla di una vicenda vecchia 50 anni”, aggiunge.

Raffaele Ventura, l'ex militante di Autonomia Operaia, "vuole restare in Francia. Ha rifiutato la domanda di estradizione e vuole rimanere in Francia dove vive da quarant'anni. Dal 1986 ha la nazionalità francese e ha rinunciato a quella italiana. Ormai la Francia è la sua patria", ha spiegato all'Adnkronos l'avvocato Pierre-Emmanuel Blard che insieme a Jean-Pierre Mignard difende Ventura che il 29 aprile scorso si è costituito a Parigi. "Il fascicolo di estradizione presentato dall'Italia - sottolinea Blard - è incompleto. Mancano molti elementi e in particolare in merito alla procedura di contumacia. E su questo punto anche la Procura concorda con noi, siamo sulla stessa lunghezza d'onda". Il 29 settembre la Corte di Appello, rileva, "deciderà sulla questione di costituzionalità e se accoglierà la nostra richiesta rinvierà alla Corte di Cassazione". La Difesa di Ventura contesta, così come gli altri avvocati degli altri 8 ex terroristi italiani, il fatto che l'avvocato che rappresenta lo stato italiano, William Julié, partecipi alle udienze "mentre non è giuridicamente parte al processo. E' presente alle udienze, risponde alle domande, trasmette degli elementi informativi, può perorare la sua causa...C'è uno squilibrio e in questo modo viene volato il principio del contraddittorio", spiega Blard.

Ventura, intanto, riferisce l'avvocato, "sta bene. Segue le varie tappe della procedura e rispetta scrupolosamente il controllo giudiziario. Ventura vuole restare in Francia. Ci vive dal 1982, è francese dal 1986 - ed è una specificità del suo dossier - in 40 anni non ha mai commesso reati in Francia e ha costruito una famiglia". Per Blard comunque il percorso giudiziario che porterà all'estradizione o meno di Ventura "sarà molto lungo". "Ventura - sottolinea l'avvocato - si oppone all'estradizione. Illustreremo il suo rifiuto sul piano giuridico e spiegheremo perché il diritto francese e quello italiano sono in contrasto con questa richiesta". Ventura, 72 anni, è stato condannato a 24 anni e 4 mesi per l'omicidio del vice brigadiere Antonio Custra il 14 maggio 1977 a Milano durante una manifestazione della sinistra extraparlamentare.

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