cerca CERCA
Giovedì 17 Giugno 2021
Aggiornato: 19:20
Temi caldi

Thyssen, pg Cassazione chiede processo ter: annullare le condanne

13 maggio 2016 | 16.04
LETTURA: 3 minuti

alternate text
(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Annullare le condanne e procedere a un processo ter per il rogo alla Thyssen Krupp. E' la richiesta del pg della Cassazione. I familiari delle vittime del rogo scoppiato a Torino tra il 5 e il 6 dicembre del 2007, nonostante la richiesta del pg della Cassazione di disporre un nuovo processo nei confronti dei sei imputati (questa è la seconda Cassazione) continuano a sperare che stasera la Suprema Corte possa dare una risposta definitiva. "Mi è rimasto ancora l'ottimismo di potermene andare via da qui stasera con una sentenza definitiva", spiega all'Adnkronos Antonio Boccuzzi, uno degli operai che sopravvisse al rogo e tra i primi a soccorrere i compagni di lavoro.

Boccuzzi riportò gravi ustioni al volto e oggi in Cassazione ha dovuto sostenere moralmente colleghi e familiari delle vittime, chiedendo loro di non perdere le speranze nonostante la richiesta del pg Paola Filippi ("solo dieci minuti di requisitoria asettica, senza nemmeno un riferimento alle vittime, ma come si fa?", dice) di disporre un nuovo appello.

"La Procura - spiega Boccuzzi - ha fatto un ragionamento tecnico spiegando che il ridimensionamento delle pene calcolato nell'appello bis non rispetta il dettato della Cassazione. Il tema vero non è tanto un eventuale ridimensionamento delle pene. Sarebbe drammatico un nuovo appello. Dopo otto anni e mezzo di processi e di lunghe attese, ti aspetti che la giustizia metta la parola fine. E' un atto dovuto e io coltivo la speranza che questo possa avvenire stasera".

La Procura di piazza Cavour stamani ha chiesto un nuovo appello che a questo punto sarebbe il terzo. Un nuovo appello nei confronti dei sei imputati Harald Espenhahn, Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Daniele Moroni, Giuseppe Salerno, Cosimo Cafueri. In seguito all'incendio, scoppiato nel 2007 alle fonderie Thyssen di Torino morirono gli operai Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino e Antonio Schiavone. Boccuzzi riuscì a salvarsi.

"Alle richieste della Procura - racconta ancora il sopravvissuto nel rogo - in aula ci sono state proteste molto forti. Qualcuno certamente è andato sopra le righe ma questa è vera disperazione. Ci sono mamme e sorelle che hanno perso i loro cari e che si sono sentite dire che c'è bisogno di un altro grado di giudizio. Siamo umani".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza