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Tumori: radioterapia in 1 sola seduta, pazienti trattati con successo al Negrar di Verona

28 giugno 2021 | 09.16
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Sconfiggere in una sola seduta di circa 40 minuti le recidive del tumore del colon o della prostata, concentrando in una singola dose una grandissima quantità di radiazioni ionizzanti cioè raggi X ad alta energia. Oggi è possibile grazie a un killer di precisione hi-tech, capace di centrare il bersaglio tumorale sfruttando una risonanza ad alto campo come una lente di ingrandimento incorporata. L’innovativo trattamento è stato eseguito per la priva volta in Italia al Dipartimento di radioterapia oncologica avanzata all’Irccs di Negrar di Verona su due pazienti di 77 e 87 anni sottoposti con successo all’intervento di precisione, rispettivamente, su metastasi addominali da tumore del colon e recidive del bacino da tumore della prostata.

L'Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar è uno dei centri più all’avanguardia nella cura radioterapica contro il tumore, unico nel nostro Paese, e tra le 25 strutture al mondo, dotato di Unity Elekta, un’arma di precisione composta da un acceleratore lineare integrato da una risonanza magnetica, la stessa impiegata a uso diagnostico.

"Con questo nuovo dispositivo - spiega Filippo Alongi, direttore del dipartimento di Radioterapia oncologica avanzata dell’Irccs di Negrar e professore associato della facoltà di medicina all’Università di Brescia - è come se avessimo un fucile di precisione con una lente di ingrandimento nel mirino, in grado di colpire il tumore nel suo centro vitale con un solo proiettile mortale assolutamente indolore e rapido. Grandi i vantaggi anche pratici - sottolinea - come il non doversi recare decine di volte in ospedale per il trattamento radioterapico. Una soluzione ideale per i pazienti che si spostano da sedi lontane, in Italia ma anche dall’estero, e che rappresenta inoltre un risparmio per il sistema sanitario, riducendo costi diretti ed indiretti della terapia e abbattendo le liste di attesa oltre che consentire di trattare molti più pazienti".

"Questo però - precisa Alongi - non significa che sia più semplice. Anzi, questi trattamenti radiochirurgici in singola seduta sono frutto di un lavoro di equipe, del radioterapista oncologo, del fisico sanitario e di tecnici ed infermieri che, in tempo reale, devono coordinarsi per tutte le fasi del trattamento concentrate in un solo momento".

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