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Ucraina, il direttore di Odessa Journal: ''Navi con grano non porteranno pace''

01 agosto 2022 | 14.16
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Poletti descrive una città che tira un sospiro di sollievo per la partenza del primo mercantile carico di mais, ma si dice convinto che la guerra si decide sul campo di battaglia e che si terranno negoziati solo quando i russi non trarranno più vantaggio.

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La città di Odessa ha vissuto ''con sollievo dopo giorni di attesa'' la partenza questa mattina della nave Razoni con un carico di 26mila tonnellate di mais diretta in Libano, la prima nell'ambito dell'accordo raggiunto a Istanbul lo scorso 22 luglio. Ma questo ''non avrà alcuna influenza sui negoziati di pace''. Ne è convinto Ugo Poletti, direttore del giornale online in lingua inglese 'The Odessa Journal, che all'Adnkronos spiega che ''negli ultimi due giorni Odessa ha subito meno attacchi missilistici e se il corridoio funziona non è una garanzia, ma comunque è una buona notizia''. Da qui a vedere nell'accordo sul grano un inizio per una pace negoziata ce ne passa.

''Non credo che ci possa essere una connessione diretta con un inizio di trattativa'', spiega ad Adnkronos. ''Credo molto poco'' alla tesi secondo la quale 'ora che siete riusciti a parlarvi attorno a un tavolo, chissà magari domani inizierete a negoziare cose più serie'", prosegue. Piuttosto che vedere l'accordo sul grano come ''un primo test di un processo del quale non si riescono a fare previsioni'', per Poletti ''la guerra si deciderà sul campo di battaglia: i russi hanno obiettivi militari e ambizioni, fino a quando queste ambizioni non caleranno, fino a quando militarmente non si arriverà a un punto di vantaggio per i russi, solo allora inizieranno i negoziati''.

Autore del saggio 'Nel cuore di Odessa' edito da Rizzoli, Poletti ricorda che quello che ha permesso lo sblocco del grano dai porti ucraini è ''un trattato a termine'' e ''cosa succederà in questi 120 giorni si vedrà''. In attesa dell'uscita in mare di altri mercantili, Poletti, che vive e lavora a Odessa dal 2017, sottolinea il fatto che ''ci sono molti armatori e proprietari di navi, che facendo i calcoli di quanto costa l'assicurazione e di quanto è alla fine il guadagno di una spedizione così costosa e rischiosa, non è detto che approfittino di questa opportunità''. Al momento ''sono 16 le navi che stanno caricando e sono pronte per prendere il mare, ma sono circa 85 quelle chiuse nei porti e non è detto che tutte approfittino di questa rischiosa opportunità''. Si tratta di ''una questione di costi-benefici perché oggi come oggi costa di meno a una nave caricare lo stesso grano in Russia che partire da un porto ucraino''.

Allo stesso tempo, però, Poletti cita la diplomazia del grano intrapresa da Mosca. ''I russi hanno convenienza che escano alcuni cargo dall'Ucraina perché questo fa guadagnare loro un credito dal punto di vista diplomatico'', spiega l'imprenditore milanese, citando ''l'intensa e decisa attività diplomatica che i russi stanno facendo in tutto il Nord Africa per avere da questi Paesi un eventuale voto in sede Onu nel caso in cui ci fossero delicate votazioni''. Lo stesso ministro degli Esteri russo Sergei ''Lavrov è stato pochi giorni fa in Egitto e dopo questa visita comprensibilmente l'Egitto ha cancellato un importante accordo commerciale con l'Ucraina'', ricorda, sottolineando che ''la diplomazia russa sta lavorando approfittando anche di questa leva delle navi che escono dai porti ucraini''.

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