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Pedofilia, Ue contro Italia: non applicata direttiva comunitaria

16 luglio 2015 | 14.46
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La Commissione europea ha inviato all'Italia un parere motivato, secondo passaggio della procedura di infrazione Ue, per la mancata comunicazione di tutte le misure nazionali adottate per assicurare la piena attuazione della direttiva comunitaria contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.

L'esecutivo Ue, che ha inviato pareri motivati anche a Grecia, Malta, Portogallo, Romania e Spagna, ricorda che le misure di questa direttiva dovevano essere attuate entro il 18 dicembre 2013. Nonostante le lettere di messa in mora inviate a gennaio 2014, i sei Paesi non hanno ancora notificato alla Commissione tutte le misure nazionali adottate per assicurare la piena attuazione di tale direttiva o non hanno ancora adottato la legislazione per ottemperare a tutte le sue disposizioni.

L'Italia e gli altri cinque Paesi hanno due mesi di tempo a disposizione per notificare alla Commissione tutte le misure adottate per assicurare la piena attuazione della direttiva, comprese quelle per allineare la legislazione nazionale con la normativa Ue. In caso contrario la Commissione ha facoltà di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE.

La direttiva in questione armonizza la definizione dei reati penali in materia di abuso sessuale contro i bambini, di sfruttamento sessuale dei bambini e di pornografia minorile in tutta l'Unione europea. Stabilisce un livello minimo di sanzioni penali e comprende anche disposizioni per lottare contro l'abuso sessuale on-line a danno dei bambini e contro il turismo sessuale avente per oggetto i minori. La direttiva intende inoltre impedire che le persone condannate per crimini sessuali contro i bambini esercitino attività professionali che comportano un contatto frequente con i bambini.

E anche il Moige bacchetta l'Italia. "Il ritardo sulla direttiva europea fa il gioco dei criminali" tuona il Movimento italiano genitori onlus. "La mancata comunicazione all’Unione Europea delle misure nazionali necessarie alla piena attuazione della direttiva contro l’abuso e lo sfruttamento dei minori e la pornografia minorile è un’inadempienza che favorisce i pedofili e gli sfruttatori. Senza norme chiare, allineate con il resto d’Europa, -incalza il Moige- il rischio è di essere complici di coloro che vogliono perpetrare questi crimini". "Ci auguriamo che l’Italia agisca immediatamente e rispetti le nuove scadenze indicate dalla Commissione Europea. È necessario -aggiunge- che venga fatta una volta per tutte chiarezza sui diversi aspetti della direttiva, come l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini (anche online) e l’impossibilità per le persone condannate per crimini sessuali contro i minorenni di svolgere professioni che comportano un contatto frequente con questi ultimi”.

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