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Vaiolo delle scimmie, Ricciardi: "Non c'è allarme ma serve attenzione"

20 maggio 2022 | 15.25
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Il consulente del ministro Speranza: "Nessuno si aspettava un'evoluzione così negativa di una malattia già conosciuta"

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(Fotogramma)

"In questo momento non ci sono motivi di allarme per il vaiolo delle scimmie, ma è necessario monitorare. Bisogna, ovviamente, prestare l'adegueta attenzione, senza allarmismi". Lo spiega all'Adnkronos Salute Walter Ricciardi, docente di Igiene all'università Cattolica e consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza.

Ricciardi ammette che "nessuno si aspettava un'evoluzione così negativa del vaiolo delle scimmie, che conosciamo da tempo, ma che era stato un fenomeno limitato".

Dopo Covid, peste suina, epatiti acute dei bambini il susseguirsi (e coesistere), in rapida successione, di emergenze sanitarie sono le "conseguenza del nostro stile di vita (con molti contatti sociali) - spiega Ricciardi - e del nostro tipo di mobilità, con viaggi aerei frequenti, che permettono ai virus e altri patogeni di correre e spostarsi veloci. In questo scenario due sono le possibilità: o cambiamo il nostro modo di vivere e viaggiare, ed è estremamente improbabile che ciò accada, oppure impariamo a gestire le emergenze, identificandole rapidamente e bloccandole nel minore tempo possibile. E per questo - afferma - serve investire nella sanità e fare scelte razionali".

In questi ultimi anni potrebbe sembrare tutto più accelerato per quanto riguarda le 'minacce' sanitarie ma, in realtà, spiega l'esperto, "è la pandemia di Covid che ha reso più consapevoli tutti. Avevamo avuto avvisaglie molto chiare: la Sars, la Mers, l'influenza pandemica, l'aviaria, la suina. Abbiamo avuto più o meno ogni anno segnali d'allarme. Poi con l'emergenza Covid si è mostrato chiaramente che eravamo sulla cattiva strada. Ora, se vogliamo mantenere un modello di vita in cui ci spostiamo in massa, con milioni e milioni di persone che prendono aerei ogni anno, non abbiamo altra scelta che prevenire e gestire le emergenze. Purtroppo però non si sta facendo, sia all'estero che da noi. Basta vedere quello che si sta accadendo a livello di legge finanziaria: nel Def abbiamo meno risorse per salute e sanità rispetto all'epoca pandemica. Questo vuol dire che, senza adeguati finanziamenti, tutte le azioni e le progettualità di prevenzione e controllo possono venir meno".

Per Ricciardi "è necessario che si capisca, a tutti i livelli, che stiamo vivendo un momento epocale in cui il mondo ha almeno tre minacce esistenziali: le pandemie, i cambiamenti climatici e la guerra. E serve lavorare per prevenire", sottolinea.

"Con virus e batteri conviviamo da sempre - conclude - ma convivere non significa rassegnarsi e rinunciare a investire per evitare che dilaghino. Nei secoli scorsi la peste per spostarsi da Oriente a Occidente ci metteva anni. Oggi basta un'ora, quindi dobbiamo comportarci di conseguenza. Non si capisce perché spendiamo 500 volte di più in armamenti rispetto alla lotta ai virus, considerando che Sars-CoV-2, negli Usa, ha ucciso un milione di americani, più di tutte le guerre a cui ha partecipato il Paese dalla seconda guerra mondiale. E' irrazionale il nostro atteggiamento rispetto ai virus. Se non vogliamo rinunciare al nostro stile di vita - ammonisce - dobbiamo necessariamente investire di più in sanità".

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