Anche l’Aula della Camera, dopo il Senato, ha dato il via libera al Disegno di legge sulla valorizzazione della risorsa mare con 149 voti favorevoli e 32 contrari, oltre a 63 astenuti. Diventa dunque legge (manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), un provvedimento che ha diversi obiettivi: rafforzare la governance delle politiche pubbliche del mare; valorizzare la dimensione subacquea; istituire le cosiddette zone contigue; sostenere la nautica da diporto e la cantieristica; digitalizzare i documenti di bordo. In sintesi, il testo approvato: rafforza il ruolo del Comitato interministeriale per le politiche del mare (Cipom), precisando, tra l’altro, che il Piano del mare con cadenza quadriennale e aggiornamento biennale, debba riguardare anche la valorizzazione della navigazione commerciale e da diporto; prevede la creazione di zone contigue tra le 12 e le 24 miglia marine, oltre il limite delle acque territoriali, così da estendere l’esercizio della giurisdizione per contrastare le attività illegali; introduce requisiti e principi che regolano il turismo subacqueo per coordinare un settore ad oggi assai frammentato; individua i requisiti e principi fondamentali per l’esercizio dell’attività dei centri di immersione a scopo ricreativo. In ambito nautica da diporto, viene introdotta una serie di norme che vanno dall’obbligo di registrazione nell’archivio telematico delle unità utilizzate per il noleggio a fini commerciali ad alcune modifiche al Codice della nautica da diporto in ottica digitalizzazione del settore. Parallelamente, vengono semplificate diverse procedure, tra cui il rinnovo della licenza di navigazione e l’autorizzazione per la navigazione temporanea. Infine, per quanto concerne la cantieristica navale, viene riconosciuta la possibilità alle Regioni di intervenire a sostegno della cantieristica navale, permettendo loro di adottare misure per la modernizzazione e lo sviluppo del settore in modo coordinato con il quadro nazionale degli incentivi e nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato. In questo ambito, le Regioni possono prevedere agevolazioni fiscali sui propri tributi e contributi mirati a favorire l’innovazione tecnologica e la formazione professionale specializzata, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dei cantieri e della filiera, sostenendone l’evoluzione industriale e occupazionale.