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Visco: "Si può e si deve fare di più per la ripresa"

31 maggio 2016 | 17.29
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"Si deve, e si può, fare di più". E' ancora fragile e incerto il passo della crescita dell'economia italiana. Dopo la lunga crisi, ci sono chiari segnali positivi ma all'orizzonte gravano le incognite dello scenario macroeconomico globale, tanto più insidiose in un Paese che soffre di un grave ritardo competitivo. E se le misure varate dal Governo per il mercato del lavoro e di sostegno al reddito producono i primi effetti positivi, ora bisogna andare avanti sulla strada delle riforme strutturali, rilanciare gli investimenti pubblici, puntare sulla produttività, alleggerire il carico fiscale sul lavoro e sostenere i redditi più bassi. E' un monito pressante quello che lancia il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che costituisce il filo rosso delle sue Considerazioni Finali.

Un monito che scaturisce da una disamina a tutto campo dei nodi da affrontare e sciogliere, del cammino fin qui percorso e, soprattutto, di quello che occorre ancora fare per consolidare la ripresa. "Usciamo lentamente, con esitazione, da un lungo periodo di crisi, non solo finanziaria ed economica" e, avverte, "sono deludenti le valutazioni sul potenziale di crescita della nostra economia". Occorre fare di più, incalza Visco, soprattutto sfruttando le favorevoli condizioni offerte dalla politica monetaria "per intervenire ancora con riforme di struttura, necessarie per rilanciare l'attività di impresa e creare maggiori, e migliori, opportunità di lavoro, in particolare per i giovani".

E un altro richiamo forte, Visco, lo riserva proprio al tema del lavoro. Su questo fronte, lo scenario sta migliorando: "l'occupazione ha tenuto nei primi mesi dell'anno" e "il tasso di disoccupazione dei giovani è sceso per la prima volta dal 2007" ma, sottolinea, "la disoccupazione resta troppo alta". E, dice Visco, "il suo progressivo riassorbimento, essenziale per offrire adeguate condizioni di vita ai cittadini, è necessario anche per riportare l'inflazione su valori in linea con la stabilità dei prezzi".

Più volte, nelle sue 26 cartelle di relazione, Visco rilancia l'imperativo delle riforme. "Le priorità di riforma - sottolinea - sono chiaramente individuate: consistono innanzitutto nella rimozione degli ostacoli all’attività d’impresa derivanti dai fenomeni di illegalità, da inefficienze delle amministrazioni pubbliche e della giustizia civile, da inadeguatezze nella regolamentazione dell’entrata e dell’uscita delle imprese dal mercato, da limitazioni alla concorrenza, da disponibilità e incentivi insufficienti per gli investimenti nell’innovazione, nella ricerca e nel capitale umano". E, prosegue Visco, i risultati ottenuti sul mercato del lavoro, la diminuzione degli arretrati nella giustizia civile "sono esempi che segnalano come le riforme intraprese possano essere efficaci anche se i loro effetti si esplicano soprattutto nel medio periodo". E, aggiunge, "un passo importante", è la riforma della Pubblica amministrazione e "va dato rinnovato impulso all'opera di semplificazione amministrativa e di ridisegno delle strutture".

Ma c'è anche un altro terreno è evidente l'urgenza di realizzare riforme strutturali per sostenere il potenziale di crescita, quello dei conti pubblici gravati da un elevato debito. Un fronte dove, nel 2016, l'evoluzione del contesto macroeconomico rischia di ostacolare l'obiettivo di riduzione del debito. "Uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni possono consentire - sottolinea Visco - di avvicinare il più possibile il rapporto tra debito e prodotto a quanto programmato e garantirne una riduzione significativa nel 2017". Se le riforme sono una priorità, altrettanto lo è il tema della legalità, "condizione cruciale per lo sviluppo". "Rafforzare l’azione di contrasto dell’evasione fiscale, della corruzione e della criminalità organizzata, dando continuità alle iniziative poste in essere negli ultimi anni e intensificandone l’attuazione, può permettere di sostenere - sottolinea Visco - l’attività delle tante imprese competitive e corrette, garantendo che tutti rispettino le regole e non sia ristretto o falsato il gioco della concorrenza".

Ampio il passaggio dedicato all'Europa, dove "serve un salto di qualità" per trovare l'unità sui temi della sicurezza e dell'immigrazione. "Tenere le minacce fuori dall'uscio di casa tornando a erigere barriere nazionali ha ben poche probabilità di riuscita; causa danni certi e ingenti", avverte il Governatore. Piuttosto, Visco raccoglie e rilancia il messaggio di uno dei padri fondatori della Ue, Altiero Spinelli. "Per riprendere le parole del Manifesto di Ventotene, il documento che Spinelli redasse oltre settant’anni fa con i suoi compagni di confino, ancora serve un’unione che 'spezzi decisamente le autarchie economiche'; un’unione che - chiosa Visco - riparta dai valori fondamentali del progetto europeo: pace, libertà, uguaglianza, promozione del benessere".

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