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Comunicato stampa

Vito De Marzo: «Investimenti fai da te e risparmio gestito: ecco le regole per non sbagliare»

28 aprile 2022 | 11.49
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L’educatore finanziario pugliese traccia un breve vademecum per investire valutando rischi e opportunità.

Warren Buffett, celebre investitore e imprenditore statunitense, in una sua massima sosteneva che “in finanza il rischio nasce dal non sapere cosa stai facendo”.

«Frase particolarmente attuale in questo periodo: oggi, pur perdurando una situazione di instabilità economica che ha messo in ginocchio le finanze di molti, aprire un conto titoli presso una banca o accedere ad App e broker online per investire in autonomia il proprio denaro è diventato facilissimo, anche senza possedere conoscenze specifiche di finanza», esordisce Vito De Marzo, educatore finanziario operante nel suo omonimo studio di Bari, all’indomani della sua partecipazione alla Global Money Week in qualità di relatore del webinar “Il fai da te finanziario: rischi ed opportunità”.

«In un panorama in cui con un click è possibile negoziare in completa libertà gli strumenti finanziari, tradizionali e non, il ricorso al fai da te è molto insidioso – continua De Marzo - e comporta non solo un’esposizione ai tre rischi principali di ogni investimento di denaro, che sono il rischio inflazione, il rischio dell’insolvenza e, infine, il rischio di mercato, ma approcciarsi da “profani”, magari dedicandosi al trading online, un’attività diffusa soprattutto tra i giovani affascinati dalla chimera del guadagno facile, è un vero azzardo. Vuol dire essere inconsapevoli della complessità dello strumento e trattarlo come un gioco, senza calcolarne gli evidenti pericoli».

Tuttavia, gli investimenti non sono solo un rischio, ma possono anche rappresentare delle opportunità: «Un alter ego del fai da te è il risparmio gestito – prosegue De Marzo -: si tratta di un modo di investire che lascia una certa autonomia all’investitore, il quale si fa assistere nelle varie operazioni da intermediari, quali banche, poste, compagnie assicurative o consulenti indipendenti e promotori finanziari. In questo caso il risparmiatore ha la possibilità di ponderare i rischi e i costi, a patto che si faccia seguire dall’intermediatore giusto».

E in questo mare magnum di investimenti trovare colui che accompagni la famiglia o l’impresa in questo percorso di pianificazione è basilare e non certo facile.

«Affidarsi completamente a un consulente in nome di una presunta fiducia deve essere il punto di arrivo e non di partenza. Ecco perché il mio suggerimento è ricercare sempre la corretta informazione, una comunicazione basata su dialogo e chiarezza tra investitore ed esperto. L’investitore, infatti, deve essere consapevole che nessuna legge o autority potrà tutelarlo più di quanto possa fare lui in prima persona: ciò comporta conoscere a grandi linee la materia e quindi informarsi sempre, anche da più fonti. Durante il primo appuntamento consiglio di verificare che il promotore colga tutte le esigenze e le aspettative del cliente, facendo domande, puntualizzando e fornendo risposte esaurienti e comprensibili ad ogni quesito affinché ogni dubbio sia chiarito: in caso contrario è meglio scegliere un altro promotore. L’obiettivo dell’intermediatore – conclude De Marzo – è infatti quello di educare e non solo vendere: fare cultura finanziaria non vuol dire pretendere che il cliente diventi un esperto, ma significa aiutarlo a capire, sviscerando, se necessario, gli aspetti poco chiari affinché possa assumere un ruolo attivo e non inconsapevole nella gestione del proprio denaro».

Contatti: www.vitodemarzo.it

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