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Younited da record nel 2021: "Siamo nativi digitali, anche con pandemia nessun cambiamento radicale'

20 febbraio 2022 | 13.40
LETTURA: 3 minuti

Il provider di credito istantaneo ha visto crescere il Gmv del 140% a quota 1,2 miliardi. Per il 2022 l'obiettivo è di 2 miliardi. Stefano Piscitelli, managing director per l’Italia: "Siamo stati al momento giusto per sfruttare i principali megatrend in corso. Purtroppo chi si è trovato impreparato ha pagato un carissimo prezzo"

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Stefano Piscitelli, managing director Italia di Younited

Una crescita "senza precedenti" nel 2021 per Younited con un aumento annualizzato del Gmv, il volume lordo delle merci, di oltre il 140%, con 1,2 miliardi di euro di cui quasi il 50% al di fuori della Francia e una previsione di raggiungere il traguardo di 5 miliardi di euro di Gmv aggregato nel 2022. Sono i risultati raggiunti dal provider di credito istantaneo "e che, nonostante la pandemia da Covid19, sono frutto di una identità e dunque di una visione digital ed europea ab origine", come spiega all'Adnkronos Stefano Piscitelli, managing director per l’Italia di Younited. Nel corso di quest'anno, il Gmv di Younited è previsto che arrivi a oltre 2 miliardi di euro. La community dei clienti dovrebbe seguire lo stesso trend e raggiungere quest'anno il traguardo del milione di utenti.

La società, racconta il manager, "è nativa digitale, conosce prevalentemente il mercato online ed ha sempre investito nella tecnologia e nel proprio personale. Questo ci ha consentito di essere al momento giusto per sfruttare i principali megatrend in corso in Italia ed in Europa, ponendoci come leader europeo nell’instant lending". Non va dimenticato infatti, ricorda Piscitelli, che "la pandemia ha imposto in tutti i settori un cambiamento obbligatorio e istantaneo, e gli attori che si sono trovati purtroppo impreparati hanno pagato un carissimo prezzo. La differenza per Younited è stata nell’essere nata digital e dunque nel non aver dovuto effettuare un radicale cambiamento dell’ultimo minuto per sopravvivere. In mesi in cui non si poteva uscire di casa e l’unico modo di acquistare beni era l’online, abbiamo semplicemente continuato a lavorare, offrendo le soluzioni che tutti ricercavano ad un numero più alto di richiedenti".

Italia secondo mercato dopo la Francia

Guardando all'Italia, la società nel nostro Paese nel 2021 ha contribuito per oltre un quarto ai risultati del gruppo "rappresentando il secondo mercato di riferimento dopo la Francia. Importanti investitori si sono accorti della forza dei nostri prodotti e del grande potenziale di crescita, ed a luglio abbiamo ottenuto 170 milioni di dollari di fundraising, dando il benvenuto a nuovi investitori global, e non solo nazionali, quali Bridgepoint e Goldman Sachs", dice ancora Piscitelli.

Quanto al rischio di un aumento delle sofferenze, "certamente c’è un rischio anche per i nostri prodotti di credito e gli effetti di questa crisi hanno messo in difficoltà anche i nostri clienti, in particolare alcune categorie lavorative a cui siamo venuti incontro con iniziative ad hoc. Allo stesso tempo la gestione del rischio è il nostro 'core business' e lavoriamo costantemente per migliorare il nostro scoring grazie a un team e una tecnologia all’avanguardia", conclude.

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