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Archeologia: laser made in Italy 'riporta in vita' 5 sarcofagi egizi in Belgio

15 ottobre 2015 | 16.58
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Una fase del restauro
Una fase del restauro

Tecnologia laser made in Italy 'riporta a nuova vita' cinque sarcofagi egizi conservati al Musées Royaux d'Art et d'Histoire di Bruxelles. I reali del Belgio, infatti, si affidano al laser Thunder Art di Quanta System del Gruppo El.En (società italiana che fabbrica sistemi laser, ndr.) che aiuterà il team di esperti guidato da Teodoro Auricchio, direttore dell’Istituto Europeo del Restauro di Ischia, a restaurare i reperti archeologici. Avvalendosi di questa tecnologia Made in Italy il team di esperti potrà mettersi all’opera per riportare agli antichi splendori i cinque sarcofagi rinvenuti alla fine del XIX secolo nei pressi di Luxor in Egitto.

"L’obiettivo che ci siamo prefissati è fornire un contributo decisivo per preservare i patrimoni dell’umanità – afferma Paolo Salvadeo, ad di Quanta System – una bellezza che rappresenta la nostra eredità per le future generazioni e che abbiamo il dovere di proteggere e mantenere in ottimo stato di conservazione".

Il progetto dell’Istituto Europeo del Restauro, che ha preso il via in ottobre con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, della Regione Campania, del Comune di Ischia, e realizzato in collaborazione con i Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles, renderà possibile per chiunque vedere ogni giorno, in streaming, i lavori di restauro dei cinque sarcofagi egizi appartenenti alla collezione egizia del museo belga, una delle più note collezioni a livello internazionale.

Più nel dettaglio, il laser Thunder Art verrà utilizzato nella pulitura approfondita della superficie pittorica dei sarcofagi, senza intaccare l’integrità delle opere.

"Il laser Thunder Art ricoprirà un ruolo fondamentale per il lavoro di restauro dei 5 sarcofagi egizi – afferma Auricchio - e aiuterà il team ad ottenere un risultato davvero soddisfacente che potrà essere apprezzato dalle decine di migliaia di visitatori che ogni anno giungono a Bruxelles da tutto il mondo anche per vedere le bellezze storiche di questo importantissimo museo. Non è possibile stimare con anticipo i tempi di applicazione dello strumento, ma sicuramente pensiamo che sarà determinante per ottenere un risultato realmente corretto della fase di pulitura delle superfici”.

I 5 sarcofagi, risalenti ad un periodo compreso tra l’XI e il X secolo avanti Cristo, furono rinvenuti all'interno di una grande tomba collettiva nel 1891, nel complesso funerario di Deir el-Bahari in Egitto, un’area costellata di tombe a nord del tempio di Hatshepsut situata sulla riva occidentale del Nilo, di fronte alla città di Luxor. Questi reperti erano stati realizzati per raccogliere e conservare per l’eternità le spoglie di alcuni degli esponenti del Corpo Sacerdotale di Amon della XXI dinastia.

Il ritrovamento fece riemergere dalle sabbie del Sahara 153 reperti archeologici, tra cui numerose doppie bare, tavole per mummie che ricoprivano il corpo del defunto e numerose suppellettili funerarie. Molti di questi oggetti finirono nelle mani dei diplomatici belgi, che li affidarono dopo la loro morte al Museo del Cinquantenario di Bruxelles, dove sono conservati ancora oggi.

Il restauro di Bruxelles segue un modus operandi che ha già mostrato risultati oltre ogni aspettativa nel 2007, quando il gruppo guidato dal dottor Auricchio applicò la tecnologia Q-Switched di Quanta System sulla superficie di un sarcofago della XXVI dinastia al Museo Archeologico Nazionale di Parma; in quell’occasione infatti il sistema laser permise di ottenere risultati mai visti prima. Oggi, con il laser di ultima generazione Thunder Art, si attendono effetti ancora più precisi e determinanti.

A partire da dicembre, inoltre, l’Istituto Europeo del Restauro inaugurerà un altro ambizioso progetto, ovvero il restauro con l’utilizzo della tecnologia laser di una cappella della Cripta Gentilizia della Cattedrale dell'Assunta del Castello Aragonese di Ischia, risalente al XVI secolo.

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