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Aborto: morta a Torino dopo Ru486, per Viale tragica fatalita'

11 aprile 2014 | 10.36
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Roma, 10 apr. (Adnkronos Salute) - Una donna di 37 anni è morta all'Ospedale Martini di Torino per una crisi cardiaca dopo aver assunto la pillola abortiva Ru486. Si tratta del primo caso in Italia. Ma Silvio Viale, considerato il 'padre' della pillola abortiva nel nostro Paese, che oggi dirige il principale servizio italiano per Ivg presso l'Ospedale Sant'Anna di Torino (3.490 Ivg nel 2013 di cui il 34% con l'ausilio della Ru486), respinge ogni strumentalizzazione. "Sono decine di milioni le donne che hanno assunto la Ru486 nel mondo e 40.000 in Italia. L'episodio ricorda la prima e unica morte in Francia nel 1991, agli inizi del suo uso, che indusse a modificare il tipo di prostaglandina per tutti gli interventi abortivi introducendo il misoprostolo (Cytotec). Sono gli altri farmaci, gli stessi che si impiegano per le Ivg chirurgiche, i maggiori sospettati di un nesso con le complicazioni cardiache".

"Il mio primo pensiero va alla donna, una delle circa 40 morte in gravidanza ogni anno in Italia - ricorda Viale - e mi unisco al dolore della famiglia e allo sconcerto dei colleghi del Martini. Nonostante mi sia capitato diverse volte di trovarmi davanti a donne morte in gravidanza per parto o per complicazioni, non mi ci sono ancora abituato, ma è il mio lavoro ed è anche per questo, oltre che per amore della verità, che devo respingere pubblicamente ogni tipo di strumentalizzazione. So che questa volta, a differenza delle altri morti in gravidanza, la tragica vicenda sarà rilanciata dalle polemiche strumentali e pretestuose degli antiabortisti. Sarà l'autopsia a dare maggiori chiarimenti su questa morte improvvisa in gravidanza per complicazioni cardiache, ma sin da ora posso affermare che non vi è alcun nesso teorico di causalità con il mifepristone (Ru486), perché non ci sono i presupposti farmacologici e clinici". (segue)

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