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Aborto: Silvestro (Pd), obiezione non sempre questione di coscienza

12 marzo 2014 | 15.54
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Roma, 12 mar. (Adnkronos Salute) - L'obiezione di coscienza all'aborto, che riguarda il 70% dei ginecologi e oltre il 40% del personale sanitario non medico, "non sempre è una questione di coscienza". Serve una riflessione sulle possibili 'altre' motivazioni "carattere organizzativo che possono indurre le persone a fare un passo indietro" . E bisogna "trovare soluzioni", dice all'Adnkronos Salute Annalisa Silvestro, senatrice del Pd e presidente Federazione dei collegi degli infermieri Ipasvi.

Per garantire l'applicazione della legge 194, secondo Silvestro, a fronte dello scarso numero di professionisti diponibili a praticare l'interruzione di gravidanza, "è necessario un impegno molto forte dal punto di vista organizzativo da parte dagli assessorati alla sanità. Lo si può fare, per esempio, muovendo, dove sono necessarie, le équipe dei sanitari che non obiettano". Ma soprattutto, ribadisce Silvestro, bisogna approfondire il problema delle motivazioni. "C'è sicuramente una scelta etica ma, considerando la grande percentuale, è chiaro che a scoraggiare possono essere le situazioni pratiche. Essere pochi a dover svolgere questo compito, ad esempio, può significare essere utilizzati solo per quel compito, ed è alienante".

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