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Addio a García Márquez

18 aprile 2014 | 16.27
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Città del Messico, 18 apr. (Adnkronos/Dpa ) - Saranno cremati i resti dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez, padre del 'realismo magico' e Premio Nobel per la letteratura nel 1982, morto giovedì nella sua casa di Città del Messico all'età di 87 anni.

García Márquez, che viveva in Messico da diversi decenni, è morto nella privacy della sua casa, in calle Fuego 144, a Città del Messico, dove era assistito dalla moglie e dai figli Barcha Mercedes, Rodrigo e Gonzalo da quando aveva lasciato l'ospedale l'8 aprile scorso per continuare le cure mediche a domicilio.

Il corpo dell'autore di 'Cent'anni di solitudine', secondo una dichiarazione letta sulla porta di casa dello scrittore da Maria Cristina Cepeda, presidente della National Fine Arts Institute, sarà dunque cremato in una cerimonia privata e l'unica commemorazione pubblica si terrà lunedi prossimo al Palazzo delle Belle Arti del Messico, un grande edificio di marmo nel centro storico di Città del Messico, spesso utilizzato come palcoscenico per l'addio definitivo a grandi figure della cultura.

García Márquez, era stato ricoverato il 31 marzo per un'infezione polmonare e all'apparato urinario. Dopo una settimana di ricovero i medici gli avevano permesso di tornare a casa, anche se in condizioni precarie. Dopo il rientro a casa si erano diffuse voci su un riaffacciarsi del tumore che lo aveva colpito nel 1999 , voci che la sua assistente, Monica Alonso, e poi anche il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, avevano smentito.

Santos, ha decretato tre giorni di lutto nazionale in Colombia per la morte di García Márquez, che ha descritto come "il colombiano che nella storia del Paese ha portato più alto il nome della Patria", aggiungendo che la "Colombia intera lo piange". Il presidente messicano Enrique Peña Nieto, ha definito Garcia Marquez come "uno dei più grandi scrittori del nostro tempo", che ha "arricchito la vita della nostra nazione".

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che con la morte di García Márquez "il mondo ha perso uno degli scrittori più grandi e visionari". Il Premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa ha detto di "sentirsi il cuore spezzato ".

Il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha espresso il suo cordoglio definendo García Márquez uno "scrittore imprescindibile e il più universale della letteratura spagnola della seconda metà del ventesimo secolo".

Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini scrive in una nota: "La morte di Gabriel Garcia Marquez colpisce ognuno di noi, ognuno dei suoi lettori, come il pugno di un dolore privato. Le sue parole ci sono entrate nell'animo e sono diventate una parte di noi. Ora sarà a Macondo, che esiste, eccome. Lo sappiamo bene noi che ci siamo stati".

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