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Lavoro: Ambiente Italia, nel 2014 occupato meno del 56% della popolazione

26 febbraio 2015 | 10.34
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Nel 2014 le persone occupate sono meno del 56% della popolazione tra i 15 e i 64 anni con una distanza marcatissima dall'Unione Europea che si attesta sul 65,5%.

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Pil procapite sceso, nel 2014, poco sotto la media europea (prima della crisi era superiore del 10%); disoccupazione in aumento con un tasso che, a fine 2014, ha raggiunto il 12,8% (il 21% nel Mezzogiorno), rispetto al 10% della media europea. Ma il problema principale dell'Italia è la non occupazione. E' la fotografia scattata dall'edizione 2015 del rapporto "Ambiente Italia 2015" secondo il quale il problema principale dell'Italia è la non occupazione.

Nel 2014 le persone occupate sono meno del 56% della popolazione tra i 15 e i 64 anni con una distanza marcatissima dall'Unione Europea (il 65,5%). Ancora più marcata è la differenza nel tasso di occupazione femminile (il 46%). Secondo il rapporto, recessione e politiche di austerità hanno causato l'incremento delle persone in condizioni di deprivazione materiale e di esclusione sociale, con una incidenza molto accentuata nel Mezzogiorno (il 46% della popolazione).

Sono cresciute le diseguaglianze nella distribuzione del reddito. In Italia il 10% più povero detiene il 2,2% dei redditi, mentre il 10% più ricco ne detiene il 24,6%. Cala drammaticamente la qualità del capitale umano: l'Italia è, tra i 28 paesi dell'Ue, quello con il più basso tasso di istruzione universitaria tra i giovani e uno dei cinque (con Spagna, Malta, Portogallo e Romania) con il più alto tasso di giovani (18 - 24 anni) che non frequentano o che sono privi di un titolo di studio di scuola media secondaria.

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