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Angela Missoni: "Il piacere di vestirsi esisterà sempre. Quotazione? Può aspettare"

24 febbraio 2021 | 09.48
LETTURA: 5 minuti

Dalla pandemia alle donne, passando per la famiglia e il futuro dell'azienda, la stilista racconta la sua visione nell'anno in cui ricorre l'anniversario dei 100 anni dalla nascita del padre Ottavio Missoni

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Angela Missoni (Fotogramma)

Per Angela Missoni la moda è un affare di famiglia. Suo padre Ottavio, assieme alla moglie Rosita, ha rivoluzionato il Made in Italy con i zig zag colorati, gli chevron e i patchwork del loro marchio fondato nel 1953 in un piccolo garage di Gallarate. Angela dovrebbe sentirne il peso sulle spalle ma non sembra fare una piega e anzi, lo sostiene con tenacia e risolutezza. "La pandemia ha creato dei modi diversi di lavorare - spiega all’Adnkronos la direttrice creativa e presidente del marchio di famiglia - ma la parte creativa è stata attivissima in tutte le parti dell’azienda, non solo sulle collezioni. Ci ha spinto a pensare a un guardaroba più svelto, a un mix di pezzi che possono seguirti durante la giornata, a pezzi facili".

Anche in questo anno anomalo è andata avanti con piglio sicuro: "Io ho sempre uno sguardo ottimista - ammette - e spero che entro fine anno ci sarà qualcosa di buono, deve esserci qualcosa di buono alla fine di questo tunnel”. Durante i mesi più bui della pandemia, Angela Missoni non ha mai smesso di lavorare, e dopo aver rinunciato a presentare la spring-summer a settembre, oggi svelerà la fall/winter 2021-2022 con un video in occasione della Milano Fashion Week. "Ho immaginato un guardaroba per tutto l’anno, dalla primavera all’estate, dall’autunno all’inverno - spiega - mescolando insieme i capi e lavorando con una costumista per creare diverse identità di ragazze, diverse personalità. Il guardaroba si allarga, i capi si mescolano, vengono tenuti negli anni e nelle stagioni. Mi piace pensare che chi compra un capo Missoni lo tiene per sempre. L’ho sempre creduto e mi sembra ancora più attuale oggi”.

Anche il futuro della moda, del resto, non può prescindere da questo assunto: "Noi stilisti come mestiere lavoriamo pensando avanti, siamo abituati a prevedere il futuro - osserva Angela Missoni -. Sicuramente il piacere di vestirsi esisterà sempre, la moda è il segno del tempo, forse quello che stiamo vivendo è il cambio più importante nell’ultimo ventennio. C’è stato un grande swift, il leisurewear è entrato nel guardaroba e sarà difficile accantonarlo, così come lo smartworking…resteranno tante abitudini anche in futuro ma l’apprezzamento per il bello e la qualità dureranno nel tempo”. Un discorso legato anche alla sostenibilità: “Ci eravamo già accorti di questo cambiamento - spiega la stilista - e ora è inevitabile”.

In quest’anno particolare c’è un anniversario che la stilista è orgogliosa di festeggiare: il centenario della nascita di suo padre Ottavio detto Tai, avvenuta l'11 febbraio del 1921 a Ragusa di Dalmazia, oggi Dubrovnik. “Mio padre era un uomo con una testa molto speciale, dotato di una grande capacità di sintesi - ricorda Angela Missoni - ha sempre pensato per modo suo, era libero sia nelle sue visioni, non aveva attaccamenti materiali. Ci ha cresciuti come persone libere, non ci ha mai imposto niente. Noi ci siamo sempre sentiti sostenuti e quando ho preso in mano la direzione creativa mi ha detto 'tu sai di cosa in cosa sono bravo, chiedimi quello di cui hai bisogno”.

Lui e sua moglie Rosita "sono stati due imprenditori molto anomali - sottolinea la stilista -. Papà non voleva fare l’imprenditore, gli andava bene essere un artigiano…per quello Missoni oggi ha ancora un grande nome e una misura particolare rispetto agli altri brand. Ce ne sono pochissimi con una storia lunga come la nostra, pochi ad essere rimasti come alle origini. Mio padre aveva una visione lucida della situazione, l’ho pensato tantissimo in questo periodo. Sicuramente mi avrebbe detto 'se hai il rimedio perché ti preoccupi? Se non ce l’hai perché ti preoccupi?' Pensava che per vivere bene non servisse tanto: la famiglia, un libro, il mare, un bicchiere di vino e i suoi amici. Questo pensiero di libertà ce lo ha tramandato, come anche lo spirito di affrontare le situazioni alla giornata, sempre cercando di guardare avanti”.

Angela di guardare avanti non ha mai smesso. Nel 1997 ha preso in mano le redini della direzione creativa che regge ancora oggi con convinzione. Senza dimenticare che è presidente dell’azienda di famiglia, ricoprendo una posizione che molte donne ancora oggi non riescono a raggiungere. “Di donne amministratori delegati se ne vedono ancora poche osserva - mentre di stiliste ce ne sono tante. All’interno dei team ci sono tante donne in posizioni importanti, le risorse umane sono gestite dalle donne ma nel finance ce ne sono davvero poche. In generale credo che siamo sempre indietro ma non penso che sia la questione delle quote rose a salvarci, quanto la competenza. Le donne sono le migliori studentesse dappertutto, la competenza ci salverà per forza. Ma dobbiamo essere anche noi donne a sostenerci tra noi”.

Quanto al business, un sostegno importante Angela lo ha da qualche anno grazie a un partner importante, il fondo Fsi, entrato nel capitale nel 2018 con una quota del 41,2% a seguito di un aumento di capitale da 70 milioni di euro. "Per fortuna il nostro è un partner solido - afferma la stilista, negando di aver ricevuto offerte di acquisizione nei mesi scorsi - in questo anno terribile è stato un grandissimo appoggio". Tuttavia, nel breve periodo non c’è alcuna ipotesi di quotazione in Borsa. “Nei prossimi due anni cerchiamo di portare a casa la pelle - rimarca - siamo sulla buona strada ma lo scossone è stato forte e lo sarà ancora quest’anno. Quando saremo più sereni magari potremo fare dei ragionamenti ma con quello di cui dobbiamo preoccuparci ora non se ne parla”. (di Federica Mochi)

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