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Bankitalia: "La ripresa resta fragile, si attenua flessione reddito delle famiglie"

02 maggio 2014 | 15.28
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''In Italia la ripresa ciclica si va estendendo ma resta fragile''. Lo indica il Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia. ''Prosegue la moderata ripresa dell'attività produttiva; vi contribuisce il buon andamento delle esportazioni, che ha favorito il ritorno a un avanzo di conto corrente. Lo scorso anno il disavanzo pubblico in rapporto al Pil è rimasto stabile al 3%, mentre l'avanzo primario, pari al 2,2%, è il più elevato tra i Paesi dell'aerea euro, assieme a quello della Germania'', proseguono gli economisti di Via Nazionale. ''Il debito in rapporto al prodotto è aumentato dal 127,0 al 132,6%. Oltre un terzo dell'aumento è dovuto all'accelerazione del pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche e al sostegno finanziario ai Paesi dell'area euro'', continua Bankitalia. ''In un clima di rinnovata fiducia nella coesione dell'Unione monetaria, gli investitori esteri hanno aumentato i propri investimenti in Italia, sia in titoli pubblici sia in azioni e obbligazioni private. Ne hanno beneficiato i prezzi delle attività finanziarie; il calo dei tassi di interesse ha riguardato tutte le scadenze'', spiega Via Nazionale.

E mentre ''gli indicatori di sostenibilità del debito pubblico, confermano per l'Italia un quadro di sostanziale equilibrio nel lungo periodo dei conti pubblici e di contenuto indebitamento del settore privato'', ''l'inflazione nell'area dell'euro potrebbe mantenersi a livelli molto bassi per un periodo prolungato, creando attraverso diversi canali rischi per la stabilità finanziaria''.

CRISI E FAMIGLIE - Intanto, "nel corso del 2013 si è attenuata la flessione del reddito disponibile in termini reali delle famiglie in atto dal 2011; nell'anno la contrazione è stata dell'1,2%. Il reddito nominale, evidenzia Via Nazionale, "è rimasto sostanzialmente invariato; a fronte di una riduzione dei consumi, il risparmio è cresciuto in misura considerevole (11,1%).

CASA - Il Rapporto indica inoltre che ''in Italia prosegue la discesa dei prezzi delle abitazioni in atto dalla fine del 2011''. ''Nel quarto trimestre del 2013 la flessione è stata dell'1,3% sul periodo precedente (-4,8% sul quarto trimestre del 2012) - continua Bankitalia -. I prezzi sono invece rimasti pressoché invariati in tutti i principali comparti degli immobili non residenziali; tra questi, nella seconda metà dell'anno sono lievemente cresciuti quelli degli edifici destinati a usi produttivi (capannoni)''. ''Nel quarto trimestre il numero delle compravendite è tornato a diminuire, riflettendo la possibile convenienza a rinviare gli acquisti in vista della riduzione dall'inizio di quest'anno delle imposte di registro (dal 3 al 2% per le abitazioni principali) e di quelle ipotecarie e catastali (definite ora in ammontare fisso e non più in proporzione al valore dell'immobile)'', continua Bankitalia.

BANCHE - Al 23 aprile, le banche italiane avevano restituito alla Bce "79 mld, corrispondenti al 31% dell'importo iniziale, contro il 62% degli altri Paesi dell'area''. ''La decisione della Bce di estendere almeno fino a luglio del 2015 la procedura di piena aggiudicazione dei fondi consente alle banche di programmare una graduale strategia di rientro -continua Bankitalia-. Nostre stime indicano che, se si protraessero le recenti favorevoli condizioni dei mercati della provvista e dei titoli di Stato, le banche italiane avrebbero a disposizione scorte di attivita' liquide sufficienti per riportare l'indebitamento con l'Eurosistema sui livelli precedenti la fase acuta della crisi del debito sovrano''. In ogni caso, ''le valutazioni sulle maggiori banche italiane ricavate dagli indicatori di mercato sono in netto miglioramento dalla fine del 2013, in seguito alla riduzione degli spread sovrani e ai piani di rafforzamento patrimoniale''. ''Tra novembre dello scorso anno e la metà di aprile, i credit default swap (CDS) bancari sono diminuiti in media di 127 punti base e i corsi azionari sono cresciuti del 20 per cento; -continua Bankitalia- nello stesso periodo per la media delle principali banche europee i CDS si sono ridotti di 47 punti base e i corsi azionari sono aumentati dell'11 per cento''.

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