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I vescovi: "L'articolo 18 non è un dogma". Camusso: "Pronti allo sciopero generale"

27 settembre 2014 | 12.43
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Bagnasco: "Sì ad abolizione ma solo se serve a creare posti di lavoro". Il segretario della Cgil: "Se il governo farà il decreto sul Jobs Act ci mobiliteremo". Poletti: "L'esecutivo non cadrà, andiamo avanti". Renzi: "Non ci sarà nessun pasticcio, la riforma sarà fatta bene". E da Detroit tranquillizza: "Non ci saranno spaccature nel Pd". Bersani: "Una mediazione è possibile se il premier lo vuole"

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(Infophoto) - INFOPHOTO

L'articolo 18 non è ''un dogma di fede'' e la sua eventuale abolizione serve solo se crea posti di lavoro ''altrimenti non serve a niente''. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in occasione dell'incontro sul tema del lavoro con i rappresentanti dei sindacati confederali del capoluogo ligure, parlando dell'ipotesi di superamento dell'articolo 18 e dello statuto dei lavoratori.

''Non ci sono - ha detto il cardinale - dogmi di fede e non ci sono dogmi di nessun genere per quel che riguarda le prassi sociali. Anche questo nodo - ha aggiunto - deve essere affrontato con una sola intenzione, un solo obiettivo: bisogna valutare questa questione in chiave propositiva perché qualunque decisione, qualunque modo di affrontare l'articolo 18, deve mirare a creare posti di lavoro o altrimenti non serve a niente. Vincerà un'idea ma non vincerà il bene di tutti''.

Intanto, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando a Cervia, all'assemblea nazionale della Fiom, avverte: "Se si decidesse di procedere attraverso il decreto, bisognerà proclamare lo sciopero generale".

Sulla riforma del lavoro continua dunque il duello a distanza fra il premier Renzi e la Cgil. Già nei giorni scorsi la numero uno del sindacato aveva denunciato che con l'impianto proposto dal governo si "sta tornando verso una concezione di lavoro servile".

Da Forza Italia arriva l'esortazione a non cedere alle richieste del sindacato. "Sul mercato del lavoro Renzi vuole fare la riforma di Forza Italia - afferma Renato Brunetta-. E noi speriamo che riesca in questo suo intento. Se continua su questa strada noi ci siamo. Superamento dell'articolo 18, superamento dello statuto dei lavoratori, più flessibilità in entrata, più flessibilità in uscita, detassazione dei nuovi assunti e dei salari di produttività. Se Renzi farà una riforma vera saremo con lui".

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