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Camusso, sì a contratto unico

06 maggio 2014 | 15.20
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Rimini, 6 mag. (Labitalia) - "Si faccia davvero un contratto unico, la mediazione giusta e positiva tra flessibilizzazione contrattata e certezze per i lavoratori. Discutiamo tempi e certezze antidiscriminatorie". Così dal palco del XVII congresso la Cgil di Susanna Camusso apre al contratto unico. "Dobbiamo lavorare sulla semplificazione. Insieme al contratto unico, solo altre tre forme: il contratto a termine con causale, per fronteggiare stagionalità e sostituzioni; la somministrazione e l'apprendistato", dice ancora. Altre forme, poi, spiega ancora Camusso, "vanno ricondotte, dove necessario, al lavoro veramente autonomo di cui vanno definiti i diritti universali".

Camusso avverte poi che "vi è la necessità di fermare la deriva precarizzatrice del mercato del Lavoro". "Il dl va nel verso dell'ulteriore precarizzazione e confermiamo che il ddl è tutt'altro che chiaro", sottolinea. "Abbiamo espresso e confermiamo il nostro giudizio sul decreto lavoro: va - sotttolinea il segretario della Cgil - nel verso dell'ulteriore precarizzazione e confermiamo che il disegno di legge delega è tutt'altro che chiaro".

"Pensiamo all'allargamento dei voucher, al non cancellare le troppe forme contrattuali esistenti", spiega Camusso, secondo cui "da una semplificazione del mercato del lavoro, siamo alla moltiplicazione della complessità, a un oggetto intraducibile in qualunque altra lingua, destinato ad allontanare per i giovani e per i disoccupati la prospettiva di fondare qualche progetto sul loro lavoro, con tutti gli effetti di peggioramento del sistema formativo e produttivo".

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