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“Ci hanno trattato bene, merito della preghiera”. Il racconto dei missionari liberati in Camerun

04 giugno 2014 | 18.01
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A riportare le loro parole monsignor Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza, diocesi da cui provengono don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri. Dal cinque aprile scorso i due erano stati sequestrati insieme a una suora canadese

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“Ci hanno trattato bene, non c’è mancato cibo né medicine. Il poter pregare ogni giorno ci ha permesso di trovare la forza di non lasciarci andare alla disperazione”. E’ quanto raccontato dai due missionari, Giampaolo Marta e Giannantonio Allegri, liberati insieme a una suora canadese domenica in Camerun, dopo un sequestro che durava dal 5 aprile scorso. ”Mi hanno detto di essere stati trattati bene dai loro rapitori che non hanno fatto mancare loro né il cibo, né i medicinali di cui in particolare suor Gilberte aveva bisogno - ha raccontato monsignor Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza -. Il fatto poi di stare tutti e tre uniti e di poter pregare ogni giorno insieme ha permesso loro di trovare la forza di non lasciarsi andare alla disperazione e di continuare a credere che tutto sarebbe finito per il meglio”.

Sulla loro disavventura la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo ipotizzando il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo. Anche ai magistrati i due hanno raccontato tutto quello che è accaduto durante il sequestro, rivelando di essere stati trattati con umanità.

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