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Coronavirus, de Magistris: "Se governo non interviene, comuni cadranno come birilli"

09 aprile 2020 | 12.57
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(Fotogramma)

"Il governo ha completamente dimenticato i comuni. Se non interviene, i comuni da dopo Pasqua cominceranno a cadere come birilli". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenuto questa mattina a Radio Crc.

"Se cadono i comuni - ha aggiunto - cadono i territori. Non abbiamo più risorse, parliamo di mancati introiti. I comuni non incassano più le tasse di soggiorno, i biglietti, le tasse, nulla. Quello che il presidente del Consiglio e il governo interno non comprendono è che se i sindaci iniziano a cadere come birilli, cadono le tenute amministrative delle città: i rifiuti non si raccolgono più, non si vedrà più un autobus o un servizio sociale. Una tragedia. Questo comincerà ad accadere non tra tre mesi, ma dopo Pasqua, poi ci sarà la città che cadrà a fine aprile, a maggio o a giugno a seconda delle condizioni economiche".

Secondo de Magistris "quest'anno avremmo incassato credo circa 13 milioni di euro dalla tassa di soggiorno per l'esplosione turistica che avevamo. Ora non li abbiamo più, si è azzerata, non c'è più un turista. Il governo deve fare un fondo di emergenza culturale in cui deve mettere i 13 milioni che ci sarebbero spettati, a noi come alle altre città, e farli gestire ai sindaci per programmare le ripartenze delle città. Se il governo non lo comprende, non mette liquidità alle imprese, non fa il reddito di quarantena per dare liquidità alle persone rimaste prive di reddito, questo Paese come riparte?".

De Magistris punta poi il dito contro l'ordinanza della Regione Campania che vieta la consegna a domicilio dei pasti. Un'ordinanza "illogica, sbagliata e anti giuridica" che "produce anche effetti negativi sul piano della prevenzione sanitaria, perché impedisce di portare il cibo nelle case" commenta il sindaco di Napoli. Secondo de Magistris si tratta di una scelta "illogica, perché non c'è alcun rischio. Anche i medici dicono che, con le dovute cautele, è più sicuro portare il cibo a casa perché così esce meno gente per strada. Poi c'è il dato secondario: si fa respirare una serie di attività, si potrebbero addirittura usare persone rimaste prive di lavoro per portare il cibo a casa e, confidando nella nostra catena di ristorazione locale, si potrebbe fare beneficenza destinando un pranzo su 5 a 'pranzo sospeso'. Ci sono tutte le ragioni per rivedere quel provvedimento e si può fare in due ore, anche oggi".

De Magistris ritiene "accanimento chiudere dei locali perché si è messo un po' di sugo all'interno di una focaccia che deve essere solo bianca, o perché, dopo un mese di quarantena e con la Pasqua che si avvicina, in un negozio insieme al pane si è comprato qualcos'altro. Sono quegli eccessi, quel sadismo che ti fanno comprendere che anche in tempi di quarantena c'è chi mantiene la testa sul collo e chi comincia ad avere la vista annebbiata".

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