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Covid, paura per i nuovi focolai in Europa

29 luglio 2020 | 10.32
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(Foto Afp)

Fa paura la risalita dei contagi in alcuni paesi dell'Europa. Focolai non troppo lontani da casa che hanno spinto i governi a prendere precauzioni dissuadendo i cittadini a intraprendere eventuali viaggi in quei luoghi.

In Spagna in un giorno sono stati registrati 905 nuovi casi di Covid-19, portando a 280.610 il totale dei contagiati secondo quanto dichiarato dal ministro della Sanità Salvador Illa, spiegando che le regioni della Catalogna, di Aragona e di Madrid sono quelle dove si è registrato il maggior numero di contagi. E' invece salito a 28.434 il numero delle persone che hanno perso la vita per complicanze legate all'infezione, due in più rispetto a ieri. ''I mezzi che si stanno adottando sono sufficienti per contenere la pandemia'', ha detto Illa al termine di una riunione di governo.

Come in altre regioni della Spagna ora anche a Madrid le autorità hanno imposto a partire da domani l'obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici nel quadro di un pacchetto di misure per evitare una nuova ondata di coronavirus ed il conseguente lockdown. Come annunciato in tv dal presidente della regione di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, citata dai media locali, nuove restrizioni sono state imposte anche ai locali della movida.

Questa impennata di nuovi casi ha spinto la Gran Bretagna a sconsigliare i viaggi non essenziali in Spagna e a imporre l'obbligo di quarantena a chi rientra da quel Paese. Una decisione definita ''ingiusta'' dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

Il governo britannico deve essere ''rapido'' nella sua risposta all'emergenza sanitaria, ha affermato Boris Johnson, annunciando ulteriori provvedimenti ''laddove si rendesse necessario''. "Quello che dobbiamo fare è agire in modo rapido e deciso se pensiamo che i rischi stiano ricominciando a salire - ha dichiarato - Cerchiamo di essere assolutamente chiari su ciò che sta accadendo in Europa. Tra alcuni dei nostri amici europei, temo che si stiano iniziando a vedere in alcuni punti i segnali di una seconda ondata della pandemia".

Già venerdì scorso la Francia aveva raccomandato di non viaggiare in Catalogna. E ora anche la Germania ha diffuso una raccomandazione con la quale sconsiglia i viaggi non essenziali nelle regioni spagnole della Catalogna, della Navarra e dell'Aragona.

Ma anche in Germania la situazione preoccupa. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 684 nuovi casi di coronavirus. Lo rende noto il Robert Koch Institute, l'agenzia incaricata dal governo di Berlino di monitorare l'andamento della pandemia nel Paese. Viene così aggiornato a 206.926 il totale dei contagi, mentre sale a 9.128 il numero delle persone che hanno perso la vita per complicanze legate all'infezione, sei in più rispetto a ieri. Ieri il direttore dell'Istituto Robert Koch (Rki), Lothar Wieler, ha definito "molto preoccupanti" gli ultimi sviluppi nel Paese.

"Siamo nel mezzo di un rapido sviluppo della pandemia", ha ammesso Wieler, denunciando che i tedeschi sono diventati "negligenti" ed esortando quindi la popolazione al rispetto delle norme sul distanziamento sociale e a indossare le mascherine anche fuori, se non riesce a mantenere una distanza di 1,5 metri. "Non sappiamo ancora se questo sia l'inizio di una seconda ondata, ma naturalmente potrebbe esserlo", ha poi affermato il capo dell'Rki, sostenendo comunque di essere "ottimista: se seguiamo le regole igieniche possiamo impedirla, sta a noi".

Anche in Francia "la circolazione virale è ancora sostenuta". Le autorità sanitarie francesi hanno riferito di avere registrato 725 nuovi casi di coronavirus, al di sotto della media giornaliera di 924 casi registata la scorsa settimana.

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