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Crisi governo, Masia: "Roulette russa, fondamentale ruolo del Quirinale"

14 gennaio 2021 | 15.15
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Il sondaggista all'Adnkronos: "Tutti gli scenari sono aperti, ma il presidente Mattarella avrà un peso specifico molto forte"

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(Fotogramma)
(Adnkronos)

di Enzo Bonaiuto

"Una roulette russa". Così il sondaggista Fabrizio Masia definisce all'AdnKronos lo sbocco di questa crisi di governo, "dove tutti gli scenari restano comunque aperti". Una crisi in cui il colpo decisivo potrebbe essere 'sparato' dal Quirinale: "Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà fondamentale, avrà senza dubbio un peso specifico molto forte, un ruolo decisivo con due obiettivi, il rispetto della rappresentatività parlamentare e la stabilità governativa, non facili da portare entrambi a sintesi", è la convinzione che esprime Masia.

"Le opzioni sul campo, in questo momento, sono molteplici e tutte realizzabili - osserva - Potrebbe accadere una sorta di ricomposizione e il varo di un governo Conte ter, ma francamente dopo quello che è successo non sembrerebbe l'operazione più probabile, presupponendo un forte riavvicinamento fra il premier e Renzi, che allo stato attuale non si vede così netto, a meno che non ci sia una forte operazione di 'moral suasion' da parte del Quirinale".

Oppure, "potrebbero materializzarsi i numeri che consentano ai cosiddetti 'responsabili' di sostituire i parlamentari di Iv e arrivare a completare la legislatura; o anche trovare una diversa maggioranza parlamentare, senza il M5s e con Forza Italia e Lega, più difficilmente anche con la Meloni che non credo seguirebbe Salvini in questo scenario che resta comunque molto complicato e che potrebbe anche portare a una sorta di governo istituzionale o di emergenza presieduto da Draghi o dalla Cartabia, che però avrebbe difficoltà a far entrare anche i Cinquestelle, tradizionalmente contrari come i Fratelli d'Italia".

Altrimenti, spiega il sondaggista Masia, "non restano che le elezioni anticipate prima del semestre bianco, dunque entro giugno; del resto, sono già programmate le elezioni comunali: il voto ha però un'incognita in più, legata all'emergenza per il coronavirus". In ogni caso, "se la situazione politica resta in qualche modo statica, il centrodestra 'tipo' con Salvini, Meloni e Berlusconi resta fortemente avvantaggiato, potendo contare al momento su quasi il 50% dei voti anche con l'aiuto di piccoli gruppi come Toti e Udc. Ma poi bisognerà vedere come si svolgerà la campagna elettorale, posto che è comunque improbabile che lo scenario partitico resti immutato".

Se, invece, "la situazione si dovesse muovere con la discesa in campo del 'partito di Conte' o con una coalizione allargata fra Renzi, Calenda e +Europa per superare lo sbarramento elettorale, allora i conti vanno rifatti. Qui, dipenderebbe dal successo della lista Conte e soprattutto da quanti voti riuscirebbe ad attrarre al di fuori del suo perimetro naturale compreso tra M5s e Pd: in tal caso, se non li cannibalizza, si potrebbe anche ricostituire un governo di centrosinistra fra Pd, M5s, Leu, Verdi e appunto il partito di Conte. E uno scenario 'proteiforme', magmatico, davvero molto complesso, in cui può succedere di tutto", conclude Masia.

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