Da domani al 22 novembre il progetto espositivo dell'artista italo-iraniano ospitato nel museo Correr
Opere recenti e lavori che richiamano principi della ricerca dell'artista italo-iraniano, tra le figure più autorevoli della ricerca contemporanea internazionale Bizhan Bassir. E' la mostra 'Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico', il progetto espositivo dello stesso Bizhan Bassiri, ospitato nel Museo Correr di Venezia da domani al 22 novembre. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, è a cura di Chiara Squarcina e Bruno Corà ed è allestita nella Sala delle Quattro Porte, parte del percorso della Quadreria al secondo piano del museo, realizzata su progetto di Carlo Scarpa: spazio di forte valore storico e architettonico, per il quale l’artista ha concepito un intervento specifico in dialogo con le caratteristiche ambientali e simboliche del luogo.
Il progetto riunisce opere recenti e lavori che richiamano princìpi e costanti della ricerca di Bassiri, configurando una 'quadreria' sovratemporale che cattura e avvolge lo sguardo del visitatore. Al centro dello spazio 'Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico' si trova la figura iconografica e alter ego dell’artista, che occupa due delle quattro soglie d’ingresso della Sala delle Quattro Porte, illuminata dai lampadari in vetro soffiato. Intorno al Principe si sviluppa il ciclo dei 90 Volti, elaborazioni fotografiche che raffigurano artisti dal Rinascimento ai nostri giorni. Tra i volti selezionati da Bassiri compaiono Piero della Francesca, Donatello, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Gian Lorenzo Bernini, Marcel Duchamp, Paul Gauguin e Alberto Burri. I volti, disposti in modalità sospesa e scalare, salgono dalle quote più basse delle pareti fino all’altezza massima, configurando un ideale albero genealogico che unisce epoche e stili differenti. Un invito a percorrere visivamente la storia dell’arte attraverso un’esperienza immersiva e avvolgente.
Il ciclo dei Volti - testimoni scelti dall’artista per autenticare una ritualità pubblica e simbolica - mette in dialogo temi quali destino, identità e sovra temporalità; sottolineano, inoltre, l’elusione di tempo e storia nella concezione dell’immagine e suggeriscono una percezione dell’arte come esperienza viva e continuamente in trasformazione. L’'Erme Aurea' – in bronzo tirato a specchio - rende percepibile la presenza simbolica dell’identità atemporale e invita alla contemplazione degli spazi e della luce circostante. Accanto la scultura 'Meteorite' introduce una tensione verticale nello spazio, in perfetto dialogo con le altre opere.
“Il Nottambulo del Pensiero Magmatico, il Principe, è l’alter ego attraverso cui la mia ricerca si manifesta. Nella Sala delle Quattro Porte, tra l’Erme Aurea – spina dorsale e custode silenzioso dello spazio – e i 90 volti di artisti dal Rinascimento ai giorni nostri, ogni opera dialoga con la luce, i materiali e l’architettura”, afferma Bizhan Bassiri. “Il percorso invita il visitatore a percepire l’arte come esperienza viva, dove tempo, identità e memoria si intrecciano, stimolando una contemplazione profonda e l’esercizio dell’immaginazione. Qui passato e presente si incontrano, e la Quadreria del Museo Correr si apre a una lettura nuova, capace di evocare riflessioni sulla sovratemporalità dell’arte e sulla forza del pensiero creativo”.
“L’arte - sottolinea la curatrice Chiara Squarcina - è una forma di verità capace di attivare riflessioni profonde sui valori della creatività e dell’estetica. In questa prospettiva, il ritratto diventa uno spazio di confronto che supera il tempo e i luoghi, come accade nella Quadreria del Museo Correr, dove sacro e profano si raccontano attraverso le fisionomie. "Con il progetto concepito da Bizhan Bassiri per il Museo Correr si attiva una nuova lettura della Quadreria: un dialogo tra passato e presente che rimette in gioco la definizione stessa di ritratto e apre percorsi di riflessione tra arte e filosofia, invitando il visitatore ad allenare lo sguardo e l’immaginazione”. “In ogni evento espositivo della sua opera, Bizhan Bassiri ha cura di presentare non solo l’esito più recente della sua creazione, ma anche lavori che mostrino princìpi, regole o elementi distintivi e costanti, richiamando le basi poetiche della sua tensione estetica”, dice il curatore Bruno Corà. “Per il Museo Correr ho voluto che ciascuna opera dialogasse con lo spazio, la luce e i materiali, configurando un percorso in cui passato e presente dell’arte si incontrano. L’allestimento offre così al visitatore un’esperienza viva e meditativa, capace di trasmettere la sovratemporalità del Pensiero Magmatico e la tensione poetica dell’artista”.
Fil rouge dell’intero progetto espositivo è la poetica del Pensiero Magmatico, elaborata da Bassiri nel 1984 e sviluppata nel Manifesto del Pensiero Magmatico (1984–2025), testo scritto dallo stesso artista che costituisce il nucleo teorico della sua visione artistica e ispira l’intero allestimento. Pur nella solennità dell’impianto, il percorso è concepito per una fruizione non rigida, con la possibilità per il visitatore di muoversi liberamente nello spazio e percepire le relazioni tra opere, architettura e luce. L’allestimento integra materiali eterogenei – cartapesta, bronzo, acciaio, elementi lavici e superfici riflettenti – in dialogo con la storia e la monumentalità della Sala delle Quattro Porte, offrendo un’esperienza immersiva che unisce la storia dell’arte alla contemporaneità.