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'Dopo Covid rivedere supply chain, boom Intelligenza artificiale'

20 aprile 2020 | 12.53
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Le previsioni di Giorgio Merli, consulente e autore di numerosi libri. 'Aumenterà la mole di dati, e le esigenze di privacy'

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(Illustration/positioned photo). Photo: Jens Büttner/dpa-Zentralbild/ZB (Jens Büttner / IPA/Fotogramma, Schwerin - 2019-01-04) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate - FOTOGRAMMA

di Margherita Lopes

La crisi pandemica "ha avuto un effetto devastante sul Pil di tutto il mondo e innescherà grandi cambiamenti nel modo di fare business. La maggior parte era già in divenire, ma il nuovo scenario impone una forte accelerazione. Preso atto dei problemi incontrati, la prima cosa a cui pensare è individuare cosa fare per meglio gestirli in una prossima possibile occasione simile, per prepararsi al 'cigno nero' (un evento rarissimo e imprevisto, ndr) dunque. Per il pharma e la salute questo vuol dire innanzitutto rivedere le filiere produttive e la supply chain, per evitare il rischio di interruzioni, probabilmente anche facendo reshoring di alcune attività prima delocalizzate. Ma soprattutto riorganizzare in smart working tutto quanto sarà possibile gestire in remoto. E potenziare l'intelligenza artificiale (Ia) e la telemedicina". Ad affermarlo all’Adnkronos Salute è Giorgio Merli, consulente e autore di numerosi libri, con un'esperienza di Country leader di Ibm Business Consulting Services e Managing Partner di Pwc Consulting.

"Saremo monitorizzati sia per favorire la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie, ma anche per una nuova forma di assistenza delle cronicità, grazie al fiorire di device come orologi, magliette, anelli e altri strumenti che invieranno i nostri dati non a delle App ma a centraline o al nostro specialista", prevede Merli. "Con le attuali configurazioni logistiche e gestionali persino le aziende che hanno avuto maggiori richieste dal mercato, come quelle farmaceutico-sanitarie, non hanno potuto conservare i loro livelli di business, o comunque non sono riuscite ad aumentarlo come sarebbe stato possibile e utile per tutta la comunità".

"Nel periodo pandemico l'e-commerce si è comunque affermato come strumento fondamentale per fare business. Le aziende che ne facevano già un discreto uso sono riuscite a continuare a fornire prodotti e servizi molto meglio delle altre, e quelle che di fatto operavano già totalmente o quasi in tale modalità hanno vistosamente aumentato i loro fatturati", continua Merli.

"Le transazioni digitalizzate - prevede Merli - d'ora in poi saranno una normalità, sostituendo con velocità superiore al previsto quelle precedenti. Infatti nuovi segmenti di popolazione/clienti/persone, forzati dal lockdown, hanno improvvisamente imparato a usare i canali digitali e i pagamenti elettronici. Questo sviluppo improvviso proietta le aziende direttamente nel nuovo scenario dove, oltre all'e-commerce, dovranno competere facendo leva su altri strumenti hi-tech". L'esperto prevede "un maggiore ricorso all'Ia che, oltre a essere usata per gestire in modo più reattivo e proattivo i rischi della propria supply chain, fornirà un aiuto fondamentale per cogliere i segnali deboli di prossimi cambiamenti nel suo mercato e negli ecosistemi generali".

"Va infatti tenuta in considerazione la possibilità che il prossimo 'cigno nero' possa essere costituto da un virus diverso - aggiunge Merli - cioè un cyber virus che potrebbe generare una cyber pandemia: nella nuova realtà digitalizzata la cyber security aziendale sarà quindi fondamentale. Occorre inoltre tenere ben presente che la mole dei dati in circolazione sta aumentando in modo esponenziale e che la loro gestione e 'monetizzazione' nell'ambito di una regolamentazione Gdpr (regolamento generale per la protezione dei dati), con un prevedibile parallelo aumento dell'uso delle cripto-valute, costituirà un fondamentale elemento per cogliere nuove opportunità, ma anche una possibile fonte di altri problemi. Aumenteranno le esigenze di privacy, con il paziente che sarà chiamato a decidere chi (e quando) può avere accesso ai suoi dati".

E' per questo motivo, conclude l'esperto, che si sta già cercando di sviluppare soluzioni tecnologiche "più sicure delle attuali, che non sono a riguardo proprio a riguardo proprio 'perfette"'.

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