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Draghi: "Italia sia guida Ue per contrasto a mafie"

25 maggio 2022 | 12.57
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Il premier: "Oggi criminalità è in Cda aziende da Nord a Sud, continuare a seguire la traccia dei soldi come ci ha insegnato Falcone. Più controlli per proteggere Pnrr"

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(Fotogramma)

"L'Italia può e deve avere un ruolo guida a livello europeo nella lotta alla criminalità organizzata". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento al convegno su finanza e lotta alla mafia organizzato dalla Dia a Milano. "Siamo all’avanguardia nella legislazione antimafia e nella protezione dei testimoni e dei loro familiari, uno strumento fondamentale per la giustizia sin dai tempi del maxiprocesso - ha ricordato Draghi -. Lo ha riconosciuto il primo ministro olandese Mark Rutte in una sua recente visita a Roma, quando ha annunciato che i ministri olandesi verranno in Italia per imparare dai nostri esperti. L’esperienza accumulata in tre decenni di lotta alle mafie ci ha dotato di strumenti sofisticati, dalle applicazioni più varie", ha aggiunto.

Ma oggi la mafia è cambiata e - ha scandito il premier - "rispetto a trent’anni fa, ha assunto forme nuove, ma altrettanto temibili. "Non viviamo più l’incubo dello stragismo, del terrorismo di stampo mafioso. Le mafie - ha detto - si insinuano nei consigli d’amministrazione, nelle aziende che conducono traffici illeciti - al Nord e nel Mezzogiorno. Inquinano il tessuto economico, dal settore immobiliare al commercio all’ingrosso. Controllano il territorio con la violenza, soffocano la libera concorrenza". Tra gli insegnamenti di Giovanni Falcone, ha ricordato Draghi, "c’è quello, essenziale, di ‘seguire la traccia dei soldi’. Dobbiamo continuare a farlo per proteggere l’economia italiana, i cittadini, le imprese".

"Il contrasto alla criminalità organizzata non è solo necessario per la nostra sicurezza. E fondamentale per costruire una società più giusta", ha sottolineato il presidente del Consiglio. "Le cosche come quelle della ‘ndrangheta - ha scandito il capo del governo - si sono diffuse nel Nord Italia, in Lombardia, in Piemonte, in Liguria, in Veneto, in Valle d’Aosta, in Trentino Aldo Adige. Qui si è radicata la ‘mafia imprenditrice’, come ha denunciato il questore di Milano Petronzi. Si impossessa di aziende in difficoltà, si espande in nuovi settori, ricicla denaro sporco, rende inefficaci i servizi, danneggia l’ambiente".

"La lotta all’illegalità impone anche una miglior tutela della spesa pubblica. Dobbiamo fermare e punire chi cerca di drenare fondi pubblici a vantaggio di società mafiose. Le indagini giudiziarie e l’attività investigativa sono una parte essenziale di questo sforzo".

E "per proteggere i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - ha assicurato Draghi - semplifichiamo le procedure, miglioriamo il sistema di contrasto alle infiltrazioni, rafforziamo i controlli. Ampliamo gli strumenti a disposizione dei prefetti, come la prevenzione collaborativa, senza creare nuovi ostacoli per le imprese. Lo facciamo - ha chiarito - per difendere la straordinaria opportunità che il Pnrr ci offre, la nostra credibilità verso i cittadini e i partner europei".

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