Parla all'Adnkronos il presidente dell'Associazione. Una tassa per attraversare lo Stretto di Hormuz sarebbe “una stortura”, un “atto imperialista contrario al principio di libertà della navigazione”. Ma, probabilmente, non un problema insormontabile.
Una tassa per attraversare lo Stretto di Hormuz sarebbe “una stortura”, un “atto imperialista contrario al principio di libertà della navigazione”. Ma, probabilmente, non un problema insormontabile: “Se anche dovesse esserci, ma la navigazione diventasse effettivamente sicura, dato il livello dei noli, il mercato la potrebbe assorbire”. E soprattutto “non andrebbe a incidere sul costo finale della benzina”. Lo spiega all’Adnkronos il presidente di Assarmatori, Stefano Messina. Naturalmente dati certi non ce ne sono: l’accordo firmato ieri notte da Usa e Iran prevede il passaggio gratuito per 60 giorni, il tempo di trattare.
Secondo il numero uno degli armatori italiani è possibile che, questo eventuale ‘dazio’, tocchi navi petroliere: “Le fonti non sono ufficiali – sottolinea Messina – ma si dice si voglia applicare una tassa delle navi a carico liquido che esportano crudo. Se anche fosse un dollaro al barile, potremmo ipotizzare una tassa di 1-2 milioni per le grandi cisterne, le Vlcc”. Una cifra “significativa – evidenzia il presidente – soprattutto se pensiamo che quella della Suez Channel Authority vale qualche centinaia di migliaia di dollari…”
Però Messina avverte: “Se la navigazione sarà sicura, le compagnie la pagheranno”. E lo faranno senza scaricarla sui consumatori, ossia sui carburanti. “Il mercato delle petroliere è molto diffuso e distribuito, c’è un’ampia concorrenza e disponibilità di stiva e capacità, quindi se ci fosse questa tassa non credo che andrebbe a incidere sul costo finale della benzina. Incide sempre il prezzo del barile: se da 60 dollari va ai 115 di un mese fa, oggi torna sotto 100, questo dipende dal prezzo del prodotto crudo non dal prezzo del trasporto, che ha un peso millesimale”. In ogni caso, “non ci sono notizie certe”, ribadisce Messina. Anche perché, ora come ora, “non c’è una fonte che possa autorevolmente mettere questa tassa, se lo fa l’Iran unilateralmente, allora è un atto imperialista perché non c’è un’Autorità internazionale”. Intanto, “siamo in allerta: le navi in questo momento aspettano indicazioni dalle compagnie ma già in 24-48 ore c’è stato qualche passaggio singolo in uscita, a quanto ci risulta dalle informazioni locali”, chiosa il presidente di Assarmatori.