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Stallo a Lampedusa

CRONACA
Stallo a Lampedusa

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Stallo a Lampedusa. La nave Sea Watch 3, con a bordo 42 migranti, è arrivata a poca distanza dal porto dell'isola in attesa delle decisioni delle autorità. In un primo momento si era parlato di uno attracco alle 20 ma i miranti a bordo potrebbero non sbarcare subito. Come apprende l'Adnkronos, al momento, non ci sarebbe l'autorizzazione allo sbarco da parte dell'autorità di pubblica sicurezza. La situazione potrebbe evolversi in nottata, ma per ora è ferma.


L'ANNUNCIO DELLA COMANDANTE - A dare l'annuncio dell'arrivo imminente era stata la nave stessa: "Basta, siamo entrati" si leggeva in un tweet. La decisione di forzare il blocco è arrivata da Carola Rackete, comandante della nave che ha deciso di sbarcare i migranti a bordo senza alcuna autorizzazione da parte delle autorità italiane e il divieto del ministero. "La colpa: essere stati soccorsi da una Ong - ha detto - La punizione: friggere sul ponte di una nave per settimane. Rifiutati e abbandonati dall'Europa. Intanto sono più di 200 le persone sbarcate nei giorni scorsi a Lampedusa. Basta, siamo entrati". Nel pomeriggio una motovedetta della Guardia di Finanza ha raggiunto la nave in acque territoriali ma la nave Ong non si è fermata all'alt intimato dalle Fiamme gialle e si è diretta verso l'isola di Lampedusa.

IL GOVERNO OLANDESE - Intanto, stando a quanto apprende l'Adnkronos, l'ambasciatore italiano all'Aja, Andrea Perugini, cui il ministro degli Esteri Enzo Moavero ha dato istruzioni per fare un passo formale presso il governo olandese, è stato ricevuto nel pomeriggio dalla sottosegretaria alla Giustizia competente per l'immigrazione, Ankie Broekers Knol. Mentre da Palazzo Chigi si insiste sulla necessità di "proseguire nelle iniziative formali volte a verificare l'eventuale condotta omissiva" del governo olandese.

Dall'Aja, il portavoce del ministero della Sicurezza e della Giustizia, che si occupa del caso Sea Watch 3, assicura all'Adnkronos che domani arriverà la risposta alla lettera che il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha inviato all'Olanda domenica scorsa. Una lettera nella quale si diceva tra l'altro "incredulo per il disinteresse" dei Paesi Bassi nei confronti di una nave di loro bandiera.

SALVINI NON CEDE - Sullo sbarco, il ministro dell'Interno Matteo Salvini tira dritto: ''La Sea Watch è una nave fuorilegge che mette a rischio la vita di decine di immigrati per uno schifoso, squallido giochino politico - afferma in diretta Fb -. Useremo ogni mezzo democraticamente concesso per bloccare questo scempio del diritto, questo menefreghismo delle leggi, delle intimazioni e anche dello spirito di dignità umana. L'Italia non può essere punto di approdo per chiunque decida di scaricare esseri umani. Io l'autorizzazione allo sbarco in un porto italiano ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici non la do e non la darò mai".

"C'è una nave che batte bandiera olandese, non è possibile che il governo olandese se ne freghi - prosegue Salvini - Basta, all'Ue si sveglino, qualcuno si svegli ad Amsterdam. L'Olanda e il governo olandese ne risponderà, il governo tedesco, visto che questa Ong e l'equipaggio è tedesco, ne risponderà. Sono stufo e penso di parlare a nome di 60 milioni di italiani che non sono cittadini di serie b".

"Se pensano che così si vada avanti - precisa il ministro dell'Interno - hanno sbagliato, useremo ogni mezzo legalmente lecito e necessario per fermare questa vergogna, le leggi di uno Stato si rispettano. L'Ue se vuole far qualcosa faccia partire adesso un bell'aeroplano che carichi queste persone e le porti un po' a Berlino, un po' ad Amsterdam, e quel che resta a Bruxelles. L'Italia non è più disposta a far da punto di approdo per clandestini che non hanno nessun titolo di arrivare in Italia".

Quindi rimarca: "Chi sbaglia paga, non dico solo quella sbruffoncella di comandante che fa politica sulla pelle di qualche decina di immigrati per dimostrare chissà cosa pagata da chissà chi. Capitano avvisato, governo avvisato, istituzioni europee avvisate. Se in Europa esiste qualcuno se c'è un governo ad Amsterdam con un po' di dignità, lo dimostrino in questi minuti, altrimenti dall'Italia arriva a no. L'autorizzazione allo sbarco non c'è, piuttosto schiero la forza pubblica. I confini sono sacri e inviolabili".

Poi, durante una conferenza stampa al Viminale, il ministro dell'Interno ha aggiunto: "Se qualcuno stasera non si ferma alla paletta dei carabinieri viene arrestato, mi domando perché non ci sia identico intervento da parte di chi di dovere nei confronti di chi è reiteratamente al di fuori della legge. E' come uno che non si ferma al blocco stradale".

DI MAIO - Commenta la vicenda anche l'altro vicepremier, Luigi Di Maio: "Siamo diventati ormai il palcoscenico del Mediterraneo. Come mai la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi alle coste maltesi o alle coste greche? Semplice, a Malta come in Grecia non fa notizia. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi per carburante, viveri e riparazioni, così può ripartire".

IL SINDACO DI LAMPEDUSA - Per il sindaco di Lampedusa "sulla Sea Watch stiamo assistendo a una sceneggiata, e pure di pessimo gusto" dice all'Adnkronos. "E' una sceneggiata mediatica - spiega il sindaco -. Stanotte sono sbarcate otto persone e non c' stato alcun porto chiuso. Come anche nei giorni precedenti. Poi, per 42 migranti che per 17 giorni stanno sulla nave, si sta scatenando il finimondo anche con implicazioni internazionali. Insomma, una sceneggiata di pessimo gusto".

L'APPELLO - L'intenzione del Comandante di sbarcare a Lampedusa era stata chiara fin dalla mattina con la pubblicazione di un 'post appello' sui profili social della Ong: "Sono responsabile per le 42 persone salvate in mare e che non ce la fanno più. Le loro vite sono più importanti di qualsiasi gioco politico" ha scritto Rackete.



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