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Ex Ilva, blitz Gdf in sedi ArcelorMittal

CRONACA
Ex Ilva, blitz Gdf in sedi ArcelorMittal

(Afp)

Blitz della Guardia di finanza nelle sedi di ArcelorMittal a Taranto e Milano. I finanzieri hanno compiuto controlli, contabili e commerciali, nello stabilimento siderurgico ex Ilva nell'ambito dell'indagine aperta dalla Procura della Repubblica del capoluogo jonico a seguito della denuncia presentata dai commissari straordinari. Le ipotesi di reato dei magistrati inquirenti sono di 'distruzione di mezzi di produzione' e 'appropriazione indebita'.


Nella sede di Milano gli uomini della finanza hanno proceduto ad acquisizioni, su indicazione della procura di MilanoIn viale Brenta sono stati sequestrati documenti e supporti informatici. L'ArcelorMittal Italia, si legge in una nota del gruppo siderurgico, ha confermato "la presenza della Guardia di Finanza negli uffici di Milano e nello stabilimento di Taranto di ArcelorMittal Italia e sta collaborando fornendo le informazioni richieste".

Ricostruire la catena di comando prima di procedere a eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. La gestione dell'ex Ilva non è di facile lettura e i pm milanesi titolari dell'inchiesta stanno cercando di mettere insieme i tasselli di quelle che sono le scelte che avrebbero portato ArcelorMittal alla decisione di lasciare Taranto. La procura di Milano indaga per reati societari e fallimentari, in particolare si contestano le false comunicazioni al mercato e la distrazione di beni del fallimento in relazione in particolare al magazzino (valore 500 milioni). Un fascicolo a parte riguarda invece l’ipotesi di omessa dichiarazione dei redditi di una società del gruppo con sede in Lussemburgo. Proprio nell'ottica di ricostruire le eventuali responsabilità dei vertici vanno lette le testimonianze raccolte al quarto piano dai pm Stefano Civardi e Mauro Clerici. Nell'indagine coordinata dal pm Maurizio Romanelli, altri testi saranno sentiti domani e a breve inizierà l'analisi del materiale sequestrato oggi nella sede del gruppo in viale Brenta. Altri documenti sono stati acquisiti dalla Guardia di finanza, sempre in mattinata, nella sede dell'Ilva in viale Certosa a Milano.

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Tra le ipotesi sotto la lente della procura di Milano c’è che ArcelorMittal abbia 'pilotato' la crisi dell’ex Ilva facendole perdere valore, visto che le perdite dell'acciaieria sono aumentate in un anno. A beneficiarne, come spiegano i commissari straordinari nel ricorso d’urgenza, potrebbero essere stati gli stessi franco-indiani che avrebbero avuto l’intenzione di "uccidere un proprio importante concorrente", gruppo di "interesse strategico" per l’Italia. Altra ipotesi che potrebbe spiegare il 'depauperamento' è che ArcelorMittal ha ritenuto, una volta preso atto delle difficoltà del mercato italiano, di non avere più interesse a investire nell’ex Ilva.

Intanto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha dato mandato alla avvocatura regionale "di costituirsi nei giudizi incardinati innanzi al Tribunale di Milano" a seguito dell’attivazione del procedimento ex articolo 700 avviato dai Commissari Ilva in Amministrazione straordinaria davanti al Tribunale di Milano contro ArcelorMittal.



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