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Coronavirus, "medici famiglia in guerra senza fucili": appello a Mattarella

CRONACA
Coronavirus, medici famiglia in guerra senza fucili: appello a Mattarella

(Foto Afp)

Medici di famiglia "in guerra" contro Covid-19 "senza fucili". A lanciare un appello per la sicurezza dei colleghi è lo Snami che, attraverso il presidente Angelo Testa e la coordinatrice nazionale settore Medici in formazione e precari Simona Maria Autunnali, lancia un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


"Carissimo presidente - scrivono Autunnali e Testa - vorremmo portare alla sua attenzione un gravissimo problema che si sta verificando durante l'emergenza in atto. In una situazione tragica come quella che stiamo vivendo, lo Stato italiano non può più trascurare la sicurezza dei medici di medicina generale. Non è certo un problema di sicurezza sul lavoro di una categoria di lavoratori, bensì di salute pubblica. Stiamo combattendo una vera e propria guerra e lei, Presidente, 'manderebbe un soldato in guerra senza fucili?'".

Di fatto, "è quello che sta accadendo. I nostri medici di famiglia, di continuità assistenziale, dell’emergenza territoriale e giovani medici in formazione, da nord a sud, sono sprovvisti di Dpi (dispositivi di protezione individuale). Più di 2000 sanitari ad oggi risultano positivi al Sars-Cov-2 e diversi colleghi sono già caduti ottemperando al giuramento. Ma nonostante il grande sacrificio che, insieme alla Nazione, stiamo facendo per curare i nostri pazienti, ci sentiamo totalmente abbandonati dal nostro Servizio sanitario nazionale. Ad oggi su tutto il territorio nazionale sono state fornite poche mascherine Ffp2 e qualche mascherina chirurgica. Camici, occhiali e altri dispositivi, peraltro prescritti dai Dpcm degli scorsi giorni, sono praticamente un miraggio. Quanti medici di medicina generale dovranno ancora morire? Quanti altri pazienti dobbiamo ancora contagiare?".

Lo Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) "denuncia da mesi questa situazione, senza trovare alcun riscontro da parte del governo. Per questo oggi ci rivolgiamo a lei, chiedendole un intervento forte e decisivo per il nostro Paese. Negli ultimi giorni sono state inviate alle varie Regioni alcuni dispositivi di protezione di dubbia utilità. Come sindacato abbiamo cercato di sopperire a questa vergognosa situazione trovando un fornitore per dei Dpi degni di tale nome, ma con nostra grande sorpresa l’ordine è stato bloccato".

I colleghi "sono allo stremo delle forze e vivono costantemente in uno stato di angoscia e paura. Non hanno forse il diritto di proteggere almeno i pazienti che assistono e le proprie famiglie non veicolando il Covid-19? Dobbiamo proteggere il Paese", concludono i medici assicurando di riporre in Mattarella "la nostra speranza".



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