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Etiopia, fari puntati sul Boeing 737 Max

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Etiopia, fari puntati sul Boeing 737 Max

(Afp)

All'indomani del disastro dell'Ethiopian Airlines, costato la vita a 157 persone, fari puntati sul 737 MAX 8, il modello di Boeing schiantatosi a Bishoftu, a una quarantina di chilometri da Addis Abeba da dove era partito solo 6 minuti prima. Etiopia, Cina e Indonesia hanno infatti deciso per lo stop al velivolo. E il titolo Boeing in giornata crolla e poi frena a Wall Street, con un meno -5,33%. Se l'andamento venisse confermato, si tratterebbe della perdita più marcata dagli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.


Intanto, anche la compagnia aerea sudafricana Comair ha temporaneamente sospeso l'impiego dei suoi 737 MAX. Comair in una nota spiega di aver preso la decisione "sebbene nessuna autorità di regolamentazione né il produttore abbiano richiesto" un provvedimento simile.

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EUROPA MONITORA - L’Enac è in contatto con la Easa, European Aviation Safety Agency, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, per le eventuali determinazioni europee in merito alla tipologia di aeromobili Boeing 737 Max 8. Lo rende noto l'ente nazionale per l'aviazione civile. L'Easa da parte sua riferisce in un comunicato che sta monitorando gli sviluppi dell'inchiesta ed è in contatto sia con la Faa che i costruttori: "Pubblicheremo immediatamente ogni ulteriore informazione sul nostro sito quando le necessarie informazioni saranno disponibili". "I pensieri dell'Easa sono rivolti alle famiglie e amici delle vittime del volo Et302 di Ethiopian Airlines", sottolinea l'Easa.

I funzionari della Commissione Europea "sono in stretto contatto con l'Easa". "Sappiamo che gli esperti di sicurezza dell'aviazione dell'Easa sono in stretto con le autorità competenti, che indagano" sull'incidente, "inclusa la Federal Aviation Administration americana, e sono pronti a dare il loro contributo se ci sarà bisogno. L'Easa valuterà i rischi e deciderà sulla base delle informazioni ricevute se debbano essere adottate ulteriori misure" riferisce il portavoce della Commissione Europea Enrico Brivio, a Bruxelles. Nell'Ue volano una sessantina di Boeing 737 Max 8, appartenenti a 12 compagnie aeree di 10 Paesi.

BOEING - "L'indagine è nelle sue prime fasi. A questo punto, in virtù delle informazioni disponibili, non abbiamo nessuna base per inoltrare nuove linee guida agli operatori". Lo rende noto la Boeing, con una dichiarazione all'agenzia Xinhua, in relazione all'utilizzo del suo modello 737 Max 8. "Stiamo compiendo tutti i passi per comprendere totalmente ogni aspetto di questo incidente", aggiunge la società.

AIR ITALY - In una nota Air Italy, che ha in flotta B737 Max 8, sottolinea: "Per la nostra compagnia aerea la sicurezza dei nostri passeggeri è da sempre la principale priorità. Con riguardo al B737 Max 8 e a tutti gli aeromobili operativi in flotta, la compagnia si trova in piena conformità con le disposizioni delle autorità aeronautiche e alle procedure operative e direttive del costruttore". La compagnia, sottolinea ancora Air Italy, "è in costante contatto con le autorità e ne seguirà le direttive con l’obiettivo di garantire un servizio improntato alla massima sicurezza del volo". E l'Enac, l'ente nazionale dell'aviazione civile, sulla base delle verifiche condotte, conferma che Air Italy opera in piena osservanza delle prescrizioni operative emesse dal costruttore Boeing e approvate dalla FAA - Federal Aviation Administration, Ente americano certificatore dei velivoli Boeing, dopo un incidente analogo verificatosi in Indonesia nell’ottobre 2018 che aveva coinvolto un aeromobile Boeing 737 Max 8. Gli aeromobili di questo modello nella flotta italiana sono 3, in uso alla compagnia Air Italy. Le prescrizioni riguardano sia la formazione dei piloti, sia l’aggiornamento dei manuali di volo.

SINDACATI: INCONTRO URGENTE - Intanto l'Associazione Nazionale Piloti ha richiesto all'Enac di intervenire su tutte le compagnie italiane che hanno in uso questa tipologia di aeromobile, mettendo a terra le macchine e facendo i controlli necessari. E i sindacati chiedono un incontro urgente ad Air Italy per "avere informazioni dettagliate sulle azioni concrete, sia di carattere operativo che tecnico e addestrativo, messe in atto affinché vengano garantite nella massima sicurezza le operazioni di volo" dei B737 Max 8. La richiesta arriva da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl in una lettera inviata alla compagnia "alla luce - scrivono - di quanto accaduto a breve distanza di tempo a due velivoli dello stesso tipo utilizzato" nella flotta di Air Italy.

ETIOPIA, CINA E INDONESIA LASCIANO A TERRA BOEING 737 MAX - Etiopia, Cina e Indonesia hanno deciso di lasciare a terra la loro flotta di Boeing 737 Max in attesa dell'esito dell'inchiesta sulle cause della tragedia aerea di ieri. La decisione sulle linee aeree etiopi annunciata questa mattina è una "precauzione di sicurezza in più", precisa in un comunicato Ethiopian Airlines. "Anche se non conosciamo ancora la causa dell'incidente, abbiamo dovuto decidere di lasciare a terra questi aerei come misura di sicurezza in più". La stessa decisione è stata annunciata dall'Autorità per l'aviazione civile in Cina (CAAC). Boeing 737 MAX sono in servizio di Air China, China Eastern Airlines e China Southern Airlines. Anche l'Indonesia ha deciso di lasciare a terra tutti i suoi Boeing 737 Max 8 a seguito del secondo incidente che coinvolge un velivolo di questo tipo in quattro mesi, dopo quello avvenuto a un aereo decollato da Giacarta nell'ottobre scorso. Ad annunciarlo è stato il ministero dei Trasporti di Giacarta: "La decisione è stata presa al fine di assicurare che tutti gli aerei che sono in dotazione delle compagnie in Indonesia siano idonei al volo", si legge in una dichiarazione. Attualmente nel Paese vi sono 11 aerei di quel tipo, 10 dei quali appartenenti alla Lion Air e uno alla Garuda Indonesia.

SOLO SEI MINUTI - Sei. Tanti i minuti trascorsi dal momento in cui il Boeing 737 Max 8 è decollato (alle 8.38 locale) a quando il pilota alle 8.44 chiede di rientrare parlando di problemi tecnici. Gli viene dato il via libera ma in altri 4 minuti l'aereo, con a bordo 157 passeggeri tra cui 8 italiani, scompare dai radar. Lo schianto avviene a Bishoftu, una quarantina di chilometri da Addis Abeba, da dove era partito. E

SCATOLE NERE- Entrambe le scatole nere, cioè il cockpit voice recorder, con le registrazioni audio in cabina di pilotaggio, e il digital flight data recorder, che registra i parametri di volo, sono state ritrovate. Lo ha confermato l'Ethiopian Airlines. "Dopo una triste ricerca, da parte della squadra di soccorso, della scatola nera dell’aereo B 737 Max 8 che si è schiantato vicino alla capitale etiope Addis Abeba, pochi minuti dopo il decollo di domenica mattina, Ethiopian Airlines annuncia che il Registratore Digitale dei Dati di Volo (DFDR) e il Registratore di Voce della Cabina di Pilotaggio (CVR) sono stati ritrovati", si legge nella nota. "Nel frattempo, Ethiopian Airlines Group - prosegue l'aviolinea - ha sospeso immediatamente le operazioni commerciali di tutti gli aeromobili Boeing 737 Max 8 dopo il tragico incidente; mentre si presume che la causa dell'incidente si trovi nei dati della scatola nera". Ethiopian Airlines "ha continuato a monitorare la situazione da vicino con tutte le parti interessate e sta fornendo tutto il sostegno necessario alle famiglie delle vittime nei suoi centri di assistenza familiare negli aeroporti di Addis Abeba e Nairobi".

A bordo del volo ET 302 della Ethiopian Airlines, diretto a Nairobi, c'erano persone di ogni nazionalità: oltre ai nostri 8 connazionali, sette britannici, sette francesi, 18 canadesi, 32 kenioti, 9 etiopi, otto statunitensi e otto cittadini cinesi. Tra i cittadini italiani deceduti tre volontari della Africa Tremila Onlus di Bergamo - il presidente Carlo Spini, la moglie Gabriella e il tesoriere Matteo Ravasio - l'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, l'archeologo Sebastiano Tusa, due funzionarie Onu, Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti, Paolo Dieci, presidente del Cisp, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli, e Rosemary Mumby.

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Come riferito dal Ceo della compagnia aerea, Tewolde Gebremariam, quell'aereo "aveva effettuato una sosta di oltre tre ore a terra dopo essere arrivato dal Sudafrica - ha spiegato in una conferenza stampa -, è arrivato senza problemi ed è stato fatto ripartire senza problemi". Ma il pilota del volo della strage si era accorto che il velivolo aveva un problema ed aveva chiesto ed ottenuto dai controllori di volo dell'aeroporto di Addis Abeba di tornare a terra con un atterraggio di emergenza, ha riferito ancora Gebremariam. Sia il comandante - Yared Mulugeta, nato in Etiopia ma di cittadinanza keniota, che aveva anzianità professionale e conduceva lo stesso aereo dal novembre del 2007 - che il secondo pilota, Ahmednur Mohamednur, avevano una grande esperienza, ha sottolineato il Ceo, facendo presente come il Boeing 737 Max 8 avesse passato l'ultimo controllo di routine di manutenzione il 4 febbraio scorso. "I dati della rete ADS-B di Flightradar24 mostrano che la velocità verticale era instabile dopo il decollo" ha affermato l'organizzazione di rilevamento dei voli con sede in Svezia su Twitter.

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PROCURA ROMA APRE INDAGINE - La Procura di Roma ha aperto un'indagine senza indagati né ipotesi di reati in merito alla morte degli otto cittadini italiani.

AGENZIA NAZIONALE SICUREZZA VOLO - L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha designato un proprio esperto nell’inchiesta di sicurezza sull'incidente. Ad annunciarlo è l'Asnv sul proprio sito in considerazione, si spiega, della presenza di otto cittadini italiani tra le vittime. "L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo comunica di aver designato, sulla base della normativa internazionale (Annesso 13 ICAO) in materia di inchieste aeronautiche, un proprio investigatore, in qualità di osservatore, nell’inchiesta condotta dall’omologa Autorità investigativa etiope; tale investigatore opererà nei limiti consentiti dall’ordinamento internazionale", riferisce l'Ansv.

RIENTRO SALME - Potrebbero volerci "giorni, se non settimane per il rimpatrio delle salme" delle otto vittime italiane dell'incidente aereo di ieri in Etiopia. Lo ha detto a SkyTg24 il responsabile dell'Unità di crisi della Farnesina, Stefano Verrecchia, secondo cui, "purtroppo, situazioni di questo tempo, richiedono tempi lunghi". La Farnesina e l'ambasciata italiana sono in "contatto costante" con le autorità etiopi, ha detto Verrecchia, spiegando che le stesse autorità locali "non sono in grado di dare indicazioni temporali perché il recupero delle vittime è complesso". Dopo il recupero delle vittime, ha proseguito Verrecchia, si dovrà procedere all'"identificazione e poi all'attività di riconoscimento formale".

Sui tempi del rimpatrio delle salme, quindi, si avrà maggiore precisione "nei prossimi giorni", ha spiegato il capo dell'Unità di crisi, ma l'esperienza indica che potrebbero volerci "giorni, se non settimane".



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