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Covid, "molti Stati Ue non ci danno informazioni"

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Covid, molti Stati Ue non ci danno informazioni

(Fotogramma)

Un numero "significativo" di Stati membri dell'Ue non ha fornito alla Commissione Europea le informazioni richieste sulle misure adottate per prepararsi all'autunno e all'inverno con la Covid-19. Lo sottolinea la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, in videoconferenza stampa a Bruxelles, pur notando che gli Stati membri chiedono all'Ue di essere più attiva in un campo, quello della salute, in cui le competenze sono prevalentemente nazionali. "Sarò onesta - spiega Kyriakides - abbiamo avuto una comunicazione sulla preparazione in luglio e dobbiamo ancora avere informazioni da alcuni Stati membri su cosa stanno facendo. Dovrebbero continuare ad effettuare test e a tracciare i contatti, ma abbiamo bisogno delle informazioni".


D'ora in poi, continua, "le cose saranno più pubbliche e saprete quali Stati seguono le raccomandazioni" e quali invece no. C'è, sottolinea la commissaria, un numero "significativo" di Stati membri che "non ha condiviso informazioni con noi dopo la comunicazione sulla preparazione". Per l'Ue la "sicurezza" dell'eventuale vaccino contro la Covid-19 è "la priorità numero uno". "Se e quando un vaccino verrà trovato - afferma Kyriakides - dobbiamo essere pronti a dispiegarlo il più rapidamente possibile. Quello che chiediamo agli Stati membri è la capacità di effettuare le vaccinazioni il più presto possibile. Gli scienziati lavorano senza sosta per assicurare la sicurezza del vaccino: la sicurezza è la nostra priorità numero uno. Non è negoziabile e faremo di tutto per assicurarla". Ma "non è il vaccino che salva vite, sono le vaccinazioni", conclude la commissaria.

Per Kyriakides "resta poco tempo. Tutti devono fare quanto è necessario per evitare gli effetti devastanti sul piano sociale ed economico di lockdown generalizzati" per contrastare la pandemia di Covid-19 nell'Ue. "I numeri della Covid-19 - dice Kyriakides - stanno chiaramente andando nella direzione sbagliata. Vediamo con grande preoccupazione una crescita nel numero dei ricoveri e dei casi gravi. E purtroppo vediamo anche un aumento delle persone che perdono la vita" a causa della malattia. "Non siamo nella situazione in cui eravamo a inizio anno: vedo un coordinamento senza precedenti degli Stati membri, che cercano e vogliono una Ue più presente e attiva in un campo", quello della salute, "in cui le nostre competenze sono poche".

"Purtroppo, come in ogni crisi - aggiunge - la situazione sul terreno mette il coordinamento alla prova. E le misure funzionano solo se vengono fatte rispettare con efficacia. Noi cittadini siamo davvero in prima linea su questo: tutti devono fare quanto è necessario per evitare gli effetti devastanti di lockdown generalizzati. Non ci possiamo permettere di rimanere indietro. Non abbiamo ancora un vaccino efficace, ma stiamo facendo di tutto per assicurare che uno venga prodotto il più velocemente possibile", conclude.



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