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Lamorgese: "Scelta sul lockdown? Facile parlare col senno di poi"

POLITICA
Lamorgese: Scelta sul lockdown? Facile parlare col senno di poi

(Fotogramma/Ipa)

"E' facile parlare con il senno di poi" ma "bisognava trovarsi con i segnali di un'epidemia che stava avanzando". Così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese ha risposto sulla scelta di fare il lockdown per tutto il Paese, intervenendo al Caffeina Festival. "Ricordo che dopo mi chiamò il ministro dell'Interno tedesco e mi chiese le misure prese, concluse la telefonata dicendo 'faremo allora anche noi come voi''', ha aggiunto. "Faremo il comitato ordine e sicurezza di Ferragosto a Milano che è la parte più produttiva del Paese ed è alto il rischio che la povertà si faccia strada, ci siano infiltrazioni e usura".


"Devo dire che è stato difficile quando i migranti sono arrivati tutti insieme trovare una sistemazione, pensare ai test, le strutture dedicate, gestirne in un mese seimila è stato complicato ma mi pare che fino adesso è andata bene".''Io ho preteso che a Lampedusa si facessero i tamponi a tutti" aggiunge. "All'inizio ai migranti si faceva il sierologico, ma poi capitava che magari chi era negativo casomai diventava positivo col tampone. Adesso stiamo facendo i tamponi a tutti". Quanto al testo, che modifica i dl sicurezza firmati dall'ex ministro Matteo Salvini, uscito dal vertice tra ministro ed esponenti di maggioranza il 31 luglio scorso, la ministra Lamorgese dice che "il lavoro è chiuso, sto aspettando il parere dell'Anci perché cambia il sistema di accoglienza ed è giusto sentire i Comuni che dovranno operare su questo fronte. Spero prima di Ferragosto di poterlo mandare a Palazzo Chigi". "Sono arrivati 14mila migranti dall'inizio dell'anno, ma a luglio c'è stata una fortissima crisi politica ed economica in Tunisia e anche persone che in altri tempi non avrebbero abbandonato il loro paese si sono avventurate verso le nostre coste. Ne sono arrivati 6.900, devo dire che è stato un grandissimo impegno anche perché siamo in tempo di Covid. Le comunità non li accettano e il Covid rende tutto più complicato".

"Io non mi appassiono a questo genere di discussioni che appaiono sui giornali, io sono un ministro tecnico e quindi non sono attaccata alla poltrona come può capitare ad altri" ha detto in merito a voci su possibili rimpasti nel governo. "Fare il ministro dell'Interno è un lavoro difficilissimo dove non si raccontano chiacchiere ma ci vogliono i fatti. Io so che lavoro tutta la giornata con grande impegno perché di problemi ce ne sono tanti e ogni giorno ce ne sono diversi".

"Si dovrebbero vergognare" ha commentato a proposito del caso del bonus partita Iva chiesto da cinque deputati.

Interpellata in merito al caso che ha coinvolto i carabinieri della caserma Levante a Piacenza, la ministra Lamorgese ha detto: "Fuori chi disonora divisa ma i comportamenti di pochi non possono penalizzare un intero Corpo".

"Non ci hanno regalato nulla" ha replicato poi a proposito di alcuni commenti fatti in Europa sul recovery fund. Sul family act, infine, sottolinea come "finalmente" ci sia stato "un accordo trasversale". "Vuol dire che delle cose insieme si possono fare, bisognerebbe dividersi di meno e andare avanti insieme".



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