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Generali: Greco tace su voto plurimo

27 maggio 2015 | 09.49
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Il Group Ceo della compagnia: "Siamo a Londra per parlare di strategia e di obiettivi"

Il Group Ceo delle Generali Mario Greco non commenta la possibilità che nella compagnia venga introdotto il voto plurimo per gli azionisti di lungo corso, tema che dovrebbe essere affrontato dal consiglio di amministrazione, come ha annunciato il presidente Gabriele Galateri di Genola.

"Noi non stiamo lavorando per far crescere il titolo - ha risposto interrogato sul punto durante la conference call con le agenzie di stampa che ha preceduto l'Investor Day che si tiene a Londra - noi stiamo lavorando per fare il meglio possibile del business di Generali nel mondo e in Europa principalmente. Noi siamo qui oggi per parlare di strategia, di obiettivi, di business, di mercato. Per favore, fatemi domande solo su questo".

Il tema della possibile introduzione del voto maggiorato è stato sollevato dall'azionista De Agostini, per bocca di Lorenzo Pellicioli, che vede con favore l'ipotesi, al pari degli azionisti Benetton e Caltagirone.

Galateri ha detto che verrà discusso in consiglio, ma Alberto Nagel, ad di Mediobanca, primo azionista della compagnia, ha rilevato che si tratta di una materia "interessante" ma "delicata", che andrebbe discussa con gli investitori istituzionali, per comprenderne l'orientamento.

Il Cfo Alberto Minali non si è espresso sull'ipotesi, dicendosi "neutrale" su un tema di stretta competenza degli azionisti. Per Giulio Sapelli, docente di Storia Economica all'Università Statale di Milano, economista e consulente d'impresa, il voto plurimo è una forma di "barocchismo deteriore" che complica la governance delle società.

Andrea Viganò, numero uno in Italia di BlackRock, terzo azionista della compagnia triestina, l'altroieri ha detto che per il gestore il voto maggiorato, in Generali come in tutte le altre società in cui investe, rappresenterebbe un problema operativo di non poco conto, essendo già sufficientemente complicata l'attività di threshold reporting (la comunicazione del superamento delle soglie rilevanti) in vigenza del principio un'azione-un voto.

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