In un post su X dall’account in persiano, il ministero degli Esteri israeliano denuncia le misure di sussistenza decise da Teheran mentre il Paese è travolto da una grave crisi economica
"Un sussidio di 7 dollari al mese per ogni iraniano. 1.800 dollari di stipendio mensile per i terroristi di Hezbollah, direttamente dalle tasche degli iraniani". Lo ha scritto il ministero degli Esteri israeliano in un post su X dall’account in persiano, denunciando le misure di sussistenza decise da Teheran mentre il Paese è travolto da una grave crisi economica.
Decine di città hanno visto proteste di massa - la più grande ondata dal 2022 - con scioperi nei bazar e nelle università e slogan anti-regime. In risposta alla pressione popolare, il governo ha annunciato un piano di "sussidi diretti", che assegna circa 7 dollari al mese per ogni cittadino, per un periodo limitato di quattro mesi.
La misura sostituisce il precedente sistema di sussidi indiretti sulle importazioni, accusato di favorire corruzione e privilegi per alcuni importatori, ma è stata ampiamente criticata. Con un’inflazione tra il 42 e il 52% e il crollo del rial (oltre 1,4 milioni di rial per dollaro), i bisogni minimi mensili superano i 200 dollari, rendendo - secondo osservatori e media internazionali come il New York Times - il sussidio percepito come un insulto in mezzo alla fame e al carovita.
L'Iran considera come delle ''minacce'' le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a sostegno delle manifestazioni in corso nel Paese. ''Risponderemo'', ha detto il generale Amir Hatami, capo dell'esercito iraniano, spiegando che ''l'Iran non accetterà che le minacce proseguano senza risposta''. Citato dall'agenzia di stampa Fars, Hatami ha detto che ''l'Iran islamico considera l'escalation della retorica nemica contro la nazione iraniana una minaccia e non tollererà il suo proseguimento senza una risposta".
Nei giorni scorsi Trump ha minacciato un intervento militare americano contro l'Iran, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito duramente se, durante le manifestazioni in corso nel Paese, ci fossero stati morti come è successo in passato. Netanyahu ha invece espresso il sostegno di Israele a quelle che ha definito le giuste aspirazioni di libertà del popolo iraniano.