McAllister (Ppe), 'rientro Gb in Ue? Più cooperazione servirebbe interessi comuni'

Il presidente della commissione Affari esteri del Pe all'Adnkronos, 'spetta a Londra spiegare le sue intenzioni. La nostra porta resta aperta, ma per ora priorità a cooperazione già concordata. Focus su sicurezza e difesa a vertice bilaterale di novembre'

 - Emilie Gomez/European Union 2026 - Source: EP
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30 settembre 2026 | 14.38
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L'apertura del premier britannico Andy Burnham a una relazione più stretta con l'Unione europea "è un segnale positivo. Il Regno Unito è un partner fondamentale e una cooperazione più forte servirebbe i nostri interessi comuni in materia economica e di sicurezza". Lo dichiara all'Adnkronos David McAllister, eurodeputato tedesco della Cdu (Ppe) e presidente della Commissione Affari esteri dell'Eurocamera. "Spetta al governo britannico spiegare le proprie intenzioni. Il prossimo passo è esaminare proposte concrete quando saranno presentate", aggiunge.

Londra non ha presentato domanda di riadesione all'Ue, ricorda l'europarlamentare, che siede anche nella Delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con il Regno Unito e detiene un passaporto britannico oltre a quello tedesco. Qualsiasi richiesta futura seguirebbe dunque l'iter di adesione previsto dall'Articolo 49 del Trattato Ue, con "le stesse regole e gli stessi criteri applicati agli altri candidati. La nostra porta resta aperta", ma per ora la priorità "dovrebbe essere attuare la cooperazione già concordata e costruire sulla base dell'Accordo di commercio e cooperazione" firmato nell'epoca post-Brexit, a fine 2020.

Burnham ha annunciato durante il congresso laburista che presenterà le opzioni di avvicinamento in occasione del prossimo vertice Ue-Regno Unito, previsto a novembre. Secondo l'eurodeputato, "sicurezza e difesa dovrebbero avere un posto di primo piano", in particolare quanto riguarda il sostegno continuo all'Ucraina e una più stretta cooperazione contro le minacce comuni. "Il vertice dovrebbe inoltre produrre progressi concreti nellariduzione delle barriere commerciali, nel rafforzamento della cooperazione energetica e nel miglioramento delle opportunità per i giovani", settori che "incidono direttamente su imprese e cittadini" e "dimostrerebbero il valore di un partenariato più stretto".

Dal canto suo, l'Ue "ha sempre mostrato la propria disponibilità a impegnarsi laddove la cooperazione porti benefici reciproci", anche in ambiti sensibili e contesi nell'ambito della Brexit quali energia, commercio e mobilità giovanile, rileva McAllister. Come ricorda, però, la partecipazione al mercato unico, "comporta l'accettazione delle sue regole comuni e delle quattro libertà", ossia la libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone: quest'ultima deve essere compresa, evidenzia l'europarlamentare. Inoltre, la ricostruzione di un'unione doganale "richiederebbe un accordo sui dazi esterni comuni e sulle implicazioni per la politica commerciale del Regno Unito".

Qualsiasi intesa dovrebbe dunque "bilanciare diritti e obblighi e preservare l'integrità del mercato unico", riassume il presidente della Commissione Affari esteri. E il Parlamento europeo dovrebbe essere coinvolto, rimanendo "pienamente informato durante tutti i negoziati e in grado di esaminarne obiettivi e progressi". Anche perché, ai sensi dei Trattati, per gli accordi commerciali e di associazione è richiesta l'approvazione all'Eurocamera, nota McAllister, spiegando che un coinvolgimento precoce dell'Aula "contribuirebbe a costruire consenso attorno a un eventuale accordo e a garantire che gli interessi dei cittadini si riflettano nel risultato".

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