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La pillola dei 5 giorni dopo non è abortiva, arriva la conferma

29 maggio 2014 | 15.31
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(Adnkronos Salute) - La pillola dei 5 giorni dopo riduce efficacemente il rischio di gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale a rischio, ma non lo annulla. Insomma, al di là delle polemiche questo prodotto per la contraccezione d'emergenza non ha capacità abortive. A confermarlo sono i risultati di uno studio dell'Università di Hong Kong, presentato oggi a Lisbona, al 13th Congress of the European Society of Contraception and Reproductive Health.

"Questo studio è un'importante conferma. Dimostra come la laicità della scienza sia fondamentale: occorre finalmente, anche in Italia, separare il sacro dal profano e mettere fine a inutili polemiche sulla contraccezione d'emergenza", commenta Emilio Arisi, presidente della Società di medicina italiana della contraccezione (Smic). Dalla ricerca è emerso, infatti, che dopo trattamento con la pillola a base di ulipristal acetato (EllaOne) non vi sono stati effetti inibitori sull'eventuale attecchimento.

I ricercatori di Hong Kong hanno studiato in vitro, utilizzando un modello di cellule endometriali in mono-strato per l'attecchimento di sferoidi trofoblastici, l'eventuale effetto anti-impianto di ulipristal acetato a vari dosaggi (0, 0.04, 0.4 and 4μM) per 24 ore. L'esperimento è stato poi ripetuto utilizzando una coltura di cellule endometriali umane aspirate 7 giorni dopo il picco di Lh (ossia nell'epoca che dovrebbe corrispondere ad un inizio di impianto), trattate con ulipristal acetato a un dosaggio 10 volte superiore a quello farmacologico (4μM) e quindi esposte alle sferule trofoblastiche dopo 3 ore.

Gli sperimentatori non hanno notato differenze significative nell'attacco degli sferoidi trofoblastici dopo trattamento con il prodotto a nessun dosaggio analizzato. Anche nel secondo esperimento con coltura di cellule endometriali non sono state notate differenze significative nell'attacco degli sferoidi trofoblastici tra le cellule trattate con dosaggio 10 volte superiore di quello farmacologico rispetto ai controlli. Invece, una significativa soppressione dell'attecchimento si è avuta nelle ulteriori colture di controllo trattate con metotrexate 5μM. Insomma, secondo i ricercatori il trattamento 'sotto la lente' non ha effetti inibitori sull'eventuale attecchimento/impianto.

"Il meccanismo d'azione dimostrato dal farmaco - spiega Arisi - segnala la sua superiore capacità di blocco ovulatorio rispetto a farmaci precedenti, e sottolinea soprattutto il mantenimento di tale attività nel periodo a maggior rischio, ma non suggerisce affatto la sua infallibità, cosa che invece ci si dovrebbe aspettare in caso di effetti anti-impianto, peraltro ora smentiti dallo studio in vitro. In sostanza, il farmaco riduce solo il rischio di gravidanza indesiderata a seguito di rapporto non protetto entro 120 ore dalla sua assunzione, ma non lo annulla del tutto".

Il congresso in corso a Libona ha visto, nella giornata di oggi, numerosi approfondimenti sulla contraccezione d'emergenza, tra i quali la relazione della britannica Anne Webb sulle linee guida per la fornitura del farmaco in tutta Europa. Il profilo di efficacia e sicurezza della pillola dei 5 giorni dopo tra le under 18 è stato dimostrato dai dati relativi ad uno studio osservazionale , multicentrico e internazionale, che ha coinvolto 56 centri in 5 Paesi, valutando 576 donne che avevano assunto il contraccettivo d'emergenza, di cui ben 279 (48%) sotto i 18 anni di età. Lo studio, oltre a confermare l'efficacia e la sicurezza del farmaco, non ha evidenziato differenze cliniche nei parametri osservati nelle diverse fasce di età.

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