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La ricerca e selezione del personale di R-Everse

03 novembre 2020 | 09.01
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La ricerca e selezione del personale di R-Everse

Milano, 3 Novembre 2020. Tutti i manager e gli imprenditori si trovano coinvolti di frequente in progetti di ricerca e selezione del personale, anche se non fanno parte dell’ufficio Risorse Umane.

L’innovazione che ha profondamente trasformato questo settore deve quindi essere conosciuta e approfondita da tutto il management, e non considerata appannaggio dell’HR Manager. E’ per questa causa che si batte R-Everse, società di recruiting che affianca le aziende con processi digitalizzati e consulenziali.

La digitalizzazione non è l’unico aspetto che sta mutando velocemente nel mondo dell’HR: anche le aspettative delle nuove generazioni, il loro approccio al mondo del lavoro e la loro forma mentis sono in continua evoluzione: quello che è vero per i Millennials non lo è per la generazione Z, che tra qualche anno sarà parte integrante del mondo del lavoro.

Parlando di nuove tecnologie, il settore HR ha visto nascere in pochi anni centinaia di innovazioni, principalmente sotto tre aspetti:

-sono ormai d’uso comune molti software che hanno automatizzato e sveltito i processi in cui l’apporto umano non dà valore aggiunto;

-sono comparsi gli ATS (Applicant Tracking System), l’intelligenza artificiale, il machine learning e le loro derivazioni dedicate ad ottimizzare il processo di selezione dei cv;

-l’uso dei social network nei progetti di ricerca e selezione del personale è ormai prassi;

-la data analytics si è rivelata particolarmente strategica per le risorse umane, rendendo possibili analisi prescrittive e predittive.

Parlando invece non di tecnologia ma di mindset, le principali differenze tra la generazione oggi al centro del mondo del lavoro e le precedenti sono:

-una diversa aspettativa verso l’azienda: forse perchè cresciuti senza le certezze di un tempo, i giovani cercano nel proprio lavoro un’esperienza di vita, e non più solo un modo per ottenere lo stipendio. Quello che li soddisfa è lavorare in una realtà che si prende cura di loro e della loro quotidianità, interessandosi dei loro bisogni;

-collegato al primo punto, c’è un fondamentale aspetto legato ai valori: i lavoratori di oggi vogliono condividere con l’azienda i propri valori, e trovano normale rifiutare un posto di lavoro se l’azienda non sembra loro abbastanza green o attenta alla diversity, per esempio. Questo tema è stato sottovalutato per alcuni anni ma ora le aziende sanno che devono essere concretamente impegnate nelle cause sociali che hanno scelto di sposare, e non solo a parole, se non vogliono perdere i talenti;

-la formazione ormai deve essere continua e costante, e c’è molta aspettativa verso questo aspetto;

-Il rapporto col datore di lavoro è profondamente mutato: i CEO, anche delle piccole realtà, vengono considerati leader di pensiero, quasi degli influencer, e il lavoratore vuole stimare il suo capo e non semplicemente lavorare per lui.

Alla luce di tutto ciò è chiaro che il management nella sua interezza deve essere aggiornato su queste dinamiche, e trovare una collaborazione fruttuosa con l’HR per portare l’azienda verso il futuro.

Ufficio stampa Fattoretto Agency

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