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Competenze digitali 'must' per cogliere sfide del post Covid

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Competenze digitali 'must' per cogliere sfide del post Covid

I dati Eurostat sono chiari: sono 14,3 milioni di cittadini Ue senza un lavoro e in Italia il tasso di disoccupazione è salito dal 6,6% al 7,8% (+1,2%) bruciando in un solo mese 300mila posti di lavoro e colpendo soprattutto i giovani. Eppure, sono sempre di più le aziende che lamentano mancanza di candidati per le posizioni aperte. Uno dei segmenti che non conosce crisi, oltre alle varie branche di ingegneria, è la digitalizzazione. In tutte le sue forme. La prima e più immediata è la comunicazione digitale.


“Abbiamo ormai un calendario corsi composto da diversi livelli per chiunque voglia approcciare il mondo dei social media, in particolare la gestione della comunicazione online. Per esperienza i candidati con maggiori opportunità sono quelli che parlano lingue straniere e non passa giorno senza che un’importante azienda mi chiami per chiedere di segnalare nuovi professionisti o di formarli per loro, per ogni settore, anche i più tradizionali”, racconta Luca La Mesa, Social Media Strategist che formava 1.000 giovani ogni anno e che solo nell’ultimo trimestre ne ha formati 6mila.

“Anche il mondo retail, in ogni sua declinazione, sta cercando figure capaci di introdurre e di gestire l’innovazione. Nella sua accezione più ampia”, dice Massimo Volpe, socio fondatore di Retail Hub, incubatore di innovazione e formazione per il mondo del retail. “Nuove competenze - sottolinea - figlie di un mondo in cui non vi è più separazione tra on e off line, in cui le conoscenze digitali sono fondamentali sia per l’amministratore delegato che per la commessa. Per molti, la scelta vincente è quella di acquisirle attraverso start up perché, oltre ad aiutare a sperimentare strumenti e tecnologie, sono fondamentali anche nel processo di acquisizione della skill più importante in questo settore: la capacità di vedere il domani oggi”.

E tra le aree sotto i riflettori sicuramente ci sono le professionalità dell’e-commerce, insieme a quelle della digitalizzazione della supply chain, ossia dell’intera gestione dei fornitori e delle spese di ogni azienda. “Il cosiddetto 'new normal' ha la digitalizzazione come sua pietra angolare”, commenta Mario Messuri, General Manager di Jaggaer in Italia e South Europe.

“Gli inconfutabili dati di crescita dell’e-commerce - prosegue - stanno chiaramente indicando il nuovo dialogo con il cliente. Ma le aziende non sempre hanno le competenze o non sanno selezionarle e non si possono colmare 20 anni di conoscenza digitale con qualche mese di formazione. I Cdo (Chief Digital Officer), e i Dto (Digital Transformation Officer) saranno le guide per ricostruire un landscape tecnologico digitale solido, non ridondante di applicativi, ma atto allo scopo. Esperti di creazione di contenuti digitali, di soluzioni tecniche digitali, di cybersecurity sono le figure più ricercate per il Ciclo attivo e il Ciclo passivo coordinate dai diversi dipartimenti in un quadro organico creato dalle figure sopra menzionate”.

E sempre delle opportunità del digitale parla Giovanni Farese, dg di webidoo, che, con il progetto di recruitment Digilanders, mira ad ampliare il proprio team di Smart Digital Consultant con 100 nuovi ingressi entro fine anno: “E’ molto apprezzata la prospettiva di una posizione in ambito digital in smart working, con la possibilità di seguire una Master Class ad hoc completamente finanziata da webidoo. Questo connubio formazione-selezione ci sta dando ottimi risultati". “Il progetto Digilanders offre, infatti, due importanti opportunità: il confronto con professionisti del digitale in un’aula virtuale e la possibilità di lavorare in un contesto digital all’avanguardia, dinamico, meritocratico e in forte crescita. Abbiamo appena concluso il secondo evento di selezione e ne abbiamo in programma un terzo per fine luglio con Master Class in partenza a settembre”, spiega Farese.

La possibilità di lavorare in smart working piace, anche con i suoi pregi e difetti. Federica Web Learning, il centro multimediale dell’Università Federico II di Napoli, ha creato un corso gratuito, disponibile su Federica.eu, per affrontare in maniera consapevole questa modalità di lavoro: “Quello che persone e organizzazioni stanno vivendo oggi non è il 'vero' smart working ma un lavoro da remoto forzato con criticità come il senso di isolamento, la difficoltà a disconnettersi e a mantenere un equilibrio tra vita privata e vita professionale e i problemi nella gestione a distanza del team”, spiega Mauro Calise, fondatore di Federica Web Learning. “L’emergenza ha dimostrato la validità organizzativa del lavoro agile, ma è necessario approfondirne sfide e opportunità - avverte - affinché diventi un vero e proprio asset per aumentare il benessere e la produttività del lavoro di ciascuno, da coltivare e sfruttare nel modo migliore anche in futuro”.

Ma c’è un altro filone che sta appassionando un numero crescente di giovani, sostenuti dalla ricerca del mercato: i consulenti finanziari autonomi, figli dell’Albo creato nel dicembre 2018 dall’Organismo dei consulenti finanziari. Se il trading è una passione, è vero anche che è una passione pericolosa, come ogni trader ha sperimentato sulla propria pelle. “Conoscere la finanza è un must e il Covid ha insegnato una volta di più i rischi che una non oculata gestione dei portafogli può causare”, dice Alessandro Moretti, tra i soci fondatori di Io Investo.

"La nostra Masterclass di SegnaliDiTrading - aggiunge - offre il percorso formativo di 6 mesi più completo rispetto a quelli tradizionali per trasformare chiunque lo voglia in un trader professionista indipendente e analista tecnico certificato Siat (unica società italiana di analisti tecnici riconosciuta in Italia). Abbiamo iniziato nel 2017 e siamo oggi alla 5a edizione, avendo formato più di 100 giovani che hanno subito trovato sbocchi professionali importanti come analisti tecnici o come trader indipendenti e i migliori sono rimasti a lavorare con noi. Questo investimento, oggi, è una scommessa vinta”.



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