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Consulenti, con Festival del lavoro per ripartenza Paese

Il 23 ottobre ritorna la manifestazione, quest'anno in modalità virtuale di fruizione. Anteprima il 22

PROFESSIONISTI
Consulenti, con Festival del lavoro per ripartenza Paese

Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro

"Sarà un’edizione speciale, o meglio 'straordinaria', soprattutto per via della modalità virtuale di fruizione dovuta all’aumento dei contagi che stiamo registrando nelle ultime settimane. Andrà in diretta sui social network, sul sito www.festivaldellavoro.it e su sui siti dei diversi quotidiani di informazione, con una speciale anteprima il 22 ottobre . Anche se con la formula 'non in presenza', il Festival sarà ricco di momenti di confronto e formazione. Al centro di questa edizione, ovviamente la ripartenza del Paese e del mondo del lavoro duramente colpito dall’emergenza economica che si è subito trasformata in socio-economica". Così, con Adnkronos/Labitalia, Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, racconta i punti che saranno al centro dell'edizione 2020 del Festival del lavoro, in programma il 23 ottobre, organizzato dai consulenti del lavoro e diventato ormai un appuntamento fisso nel panorama nazionale.


Un appuntamento, ribadisce De Luca, che quest'anno sarà ''speciale'. "Si farà il punto -sottolinea- su questi mesi difficili per aziende, lavoratori e studi professionali in un contesto normativo particolarmente frammentato, complesso e scandito da una prolificazione di testi normativi che hanno provocato tantissime difficoltà applicative e interpretative".

"Decreti, circolari, Dpcm che non hanno smesso di accompagnare il lavoro quotidiano di professionisti, come i consulenti del lavoro, che lavorano al fianco dei settori produttivi del Paese. Fra i temi che affronteremo, inoltre, le novità in materia di diritto del lavoro, previdenza sociale, welfare e politiche attive del lavoro. Quindi, spazio al dibattito sull’attualità ma anche tanto altro", sottolinea ancora De Luca.

Ma al centro dell'appuntamento ci sarà anche il ruolo sempre più chiave della formazione. "Ovviamente, perché siamo certi che è sulle competenze che bisogna disegnare la professione del futuro. E il Festival oramai da 11 anni rappresenta una occasione formativa per i consulenti del lavoro e non solo. Quattro 'aule virtuali' (webinar del diritto, webinar delle politiche attive, webinar della previdenza webinar delle opportunità) con diversi eventi in contemporanea. Parleremo di mediazione civile e commerciale, smart working, di riforma degli ammortizzatori sociali e di nuovi modelli contrattuali più adeguati per rispondere alle esigenze di imprese e territori. Affronteremo nei dettagli il tema inerente la responsabilità del datore di lavoro sui propri dipendenti durante la pandemia, di come rilanciare le politiche attive, della nuova sfida del digitale, degli strumenti per aiutare le imprese italiane a crescere e a diventare competitive", sottolinea ancora.

E De Luca interviene anche sulla situazione attuale del Paese. "Non si può fermare il Paese, già duramente colpito nei mesi da marzo a maggio. Bisogna trovare il modo per continuare a produrre per evitare il rischio recessione, garantendo tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli nazionali", sottolinea.

Secondo De Luca "è indispensabile che il sistema sanitario sia rafforzato e sostenuto per poter fare fronte alle conseguenze del contagio. Caso contrario i sacrifici che vengono chiesti agli imprenditori avranno solo pesanti effetti sul piano economico, senza però risolvere nulla. Basti guardare, solo per fare un piccolo esempio, ai numeri sui lavoratori autonomi, meno tutelati rispetto ai lavoratori subordinati. Secondo i nostri dati il 79% dei liberi professionisti ha subito una diminuzione delle entrate tra aprile e maggio, superiore al 50% per il 35,8% e tra i più colpiti ci sono soprattutto i giovani e le donne", ribadisce amaro De Luca.

E nel Festival del lavoro "suggeriremo soluzioni e interventi -spiega De Luca- che possano contribuire alla vera ripartenza del Paese. Come abbiamo sempre fatto, soprattutto in questi mesi. Ma per uscire da questa situazione occorre un grande patto tra forze sociali da cui i professionisti non possono essere esclusi, come invece avvenuto sino a questo momento".

Centrale per i consulenti del lavoro sarà un utilizzo ottimale delle risorse del Recovery Fund. "L’Italia attende l’arrivo di 209 miliardi -sottolinea De Luca- per far ripartire il Paese e i prossimi mesi saranno determinanti in tema di scelte per il Governo. In primis bisogna provvedere ad interventi strutturali finalizzati a sostenere i settori produttivi colpiti dalla crisi. Bisogna poi valorizzare le politiche attive del lavoro, anche attraverso una riforma del reddito di cittadinanza che renda la misura più incisiva sul fronte della creazione di posti di lavoro; investire in infrastrutture, sostenere le piccole e medie imprese, soprattutto delle aree svantaggiate del Paese, che sono quelle meno capitalizzate e quindi più esposte ai rischi".

"Queste dovrebbero essere -conclude De Luca- le prime azioni da compiere per assicurare un utilizzo efficace delle risorse a disposizione e incrementare i posti di lavoro che, come noto, non si creano se non ci sono crescita e investimenti. Per restituire il debito che stiamo creando è indispensabile creare le condizioni per far aumentare il Pil; caso contrario il futuro sarà pessimo".



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