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Le patologie da freddo: congelamento e ipotermia

20 gennaio 2017 | 14.01
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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Sono almeno sei i superstiti trovati sotto le macerie dell'hotel Rigopiano, crollato sotto una valanga mercoledì scorso. E' facile pensare che i superstiti, estratti dopo quasi 48 ore, possano trovarsi in uno stato di congelamento o di ipotermia (assideramento). Per gli esperti del ministero della Salute si tratta di "patologie da freddo" che possono verificarsi in situazioni di emergenza con condizioni atmosferiche avverse come quella in corso a Farindola.

CONGELAMENTO - Nelle forme lievi la parte colpita non duole e presenta una colorazione bianco - grigiastra. In questo caso, basta riscaldare la parte colpita anche soltanto massaggiandola e alitandovi sopra. Nelle forme più gravi sono colpite le cellule dei tessuti, che possono andare in contro anche a necrosi. Le zone più colpite sono quelle meno irrorate e più esposte come: mani, piedi, talloni, lobi auricolari, naso, guance, mento. Sono condizioni rare, si possono verificare nelle persone che trascorrono la notte all’aperto o in alta montagna. Le cause più frequenti del congelamento sono, oltre alle basse temperature, anche la presenza di vento forte e umidità relativa molto elevata. Il rischio diventa reale di fronte ad un'improvvisa bufera di vento o di neve, con umidità ai limiti di saturazione, specie se non si indossano indumenti adatti. Episodi gravi di congelamento possono verificarsi anche a seguito di immersioni in acque gelate. I segni iniziali di congelamento sono spesso lievi: cute pallida, fredda, edematosa, successivamente diventa arrossata fino a divenire cianotica e dolente, con comparsa di bolle e se l'esposizione al freddo persiste si ha comparsa di piccole zone di gangrena, fino al congelamento generale che interessa tutto l’organismo. La persona va soccorsa prontamente per evitare l'assideramento.

IPOTERMIA - Se la temperatura corporea scende sotto i 35°C le funzioni vitali non possono più considerarsi efficienti. L'ipotermia è una situazione pericolosa perché i sintomi compaiono progressivamente. E' opportuno riconoscere tempestivamente i primi segnali di ipotermia: parlare a scatti, difficoltà di deambulazione, tendenza ad inciampare, confusione mentale, perdita di coordinamento degli arti, sensazione di affaticamento e di freddo, tensione muscolare e, nei casi più gravi, perdita dei sensi fino al coma. Se si è in alta montagna, in attesa dell'arrivo dei soccorsi, possono essere molto utili massaggi leggeri sulla superficie corporea e mettere, se possibile, la persona a riparo dal freddo e dal vento, coprirla con indumenti caldi e coperte, somministrare abbondanti liquidi caldi, come tè e caffè allungato, brodo vegetale. Evitare la somministrazione di bevande alcoliche.

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