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Lecce, la telefonata: "Correte, c'è un pazzo che sta accoltellando qualcuno"

29 settembre 2020 | 12.47
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Sono le 20.51 del 21 settembre quando un testimone chiama i carabinieri implorando l'intervento immediato nel palazzo dove vive: sotto ai suoi occhi, dall'altra parte dello spioncino del portone, si sta consumando l'omicidio di Daniele De Santis, finito dal killer sulle scale dopo la fidanzata Eleonora Manta

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"In via Montello c'è qualcuno che sta accoltellando qualcun altro sulla scala, dovete arrivare velocemente, non si apre il portone, dovete sfondarlo perché io non posso scendere ad aprirlo, c'è un pazzo sulle scale che sta accoltellando qualcuno". Sono le 20.51 del 21 settembre scorso quando un testimone chiama i carabinieri di Lecce implorando l'intervento immediato nel palazzo dove vive, lo stesso dove - sotto ai suoi occhi, dall'altra parte dello spioncino del portone - si sta consumando l'omicidio di Daniele De Santis, finito dal killer sulle scale dopo la fidanzata Eleonora Manta.

Nel decreto di fermo di Antonio Giovanni De Marco anche la telefonata fatta al 113 tre minuti prima dallo stesso inquilino dell'appartamento al piano sotto a quello delle vittime: "C'è, c'è una persona accasciata qui che urla in cui... e che urla 'ci ha ammazzati, ci ha ammazzati' (...) è qui, sul pianerottolo'".

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