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Omicidio fidanzati, 21enne confessa: "Ha agito senza pietà"

CRONACA
Omicidio fidanzati, 21enne confessa: Ha agito senza pietà

(Foto Fotogramma)

Ha confessato il 21enne fermato ieri per l'omicidio di Daniele De Santis e Eleonora Manta, avvenuto lunedì scorso a Lecce. La coppia, 33 anni lui e 30 lei, è stata uccisa a coltellate in un appartamento di via Montello.


La ricostruzione dei Carabinieri

Un delitto compiuto con "spietatezza e totale assenza di ogni sentimento di compassione e pietà verso il prossimo", è la descrizione del pubblico ministero Maria Consolata Moschettini nel decreto di fermo. Il 21enne ha continuato a colpire le vittime "nonostante le ripetute invocazioni a fermarsi urlate" dai due. Li ha inseguiti per casa, spiega il sostituto procuratore del Tribunale di Lecce, "raggiungendole all'esterno senza mai fermarsi".

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Antonio Giovanni De Marco, studente universitario originario di Casarano, per quasi un anno e fino ad agosto aveva soggiornato in affitto in una stanza dell'appartamento nel quale è avvenuto l'omicidio, convivendo con Daniele De Santis.

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"La premeditazione del delitto risulta comprovata dai numerosi oggetti rinvenuti sul luogo del delitto (abitazione delle vittime e piazzale condominiale), in particolare il cappuccio ricavato da un paio di calze di nylon da donna, le striscette stringitubo, i cinque foglietti manoscritti in cui è decritto con inquietante meticolosità il 'cronoprogramma dei lavori' (pulizia... acqua bollente.. candeggina... soda)", scrive ancora nel decreto di fermo il pubblico ministero riferendosi a una condotta criminosa del 21enne "estrinsecatasi nell'inflizione di notevole numero di colpi inferti anche in zone non vitali (il volto di Daniele De Santis)".

"Si sentono grida allucinanti", la chiamata al 112

Colpi inferti con violenza e ripetutamente "senza che tali modalità dell'agire fossero necessarie - scrive ancora il sostituto procuratore - per l'economia e la consumazione del reato". Da qui si evince "un'indole particolarmente violenta, insensibile ad ogni richiamo umanitario".

Non solo la cura nel compilare il 'cronoprogramma dei lavori' da una parte e la lista di oggetti anche non necessari per provocare la morte della giovane coppia dall'altra, ma anche il compiacimento sadico nel delitto in sé "fanno ritenere assai probabile - scrive il pm Maria Consolata Moschettini - il pericolo di recidivanza, in considerazione dell'estrema pericolosità dell'indagato".

"La sproporzione tra la motivazione del gesto e l'azione delittuosa è ulteriore elemento tale da far ritenere che quest'ultima sia stata perpetrata per mero compiacimento sadico nel provocare la morte della giovane coppia", scrive ancora il pubblico ministero. "Non si spiega se non nella direzione di inquadrare l'azione in un contesto di macabra ritualità la presenza di oggetti non necessari per provocare la morte della giovane coppia. A tal riguardo, giova altresì evidenziare come sul copricapo sia stata disegnata con un pennarello nero una bocca, quando ciò - sottolinea il pm - non risultava necessario nell'economia e consumazione del reato".

Prendendo in esame l'ultimo dato utile relativo al collegamento whatsapp di Daniele De Santis, rapportato con l'orario della prima chiamata di soccorso delle 20.45 e quella successiva delle 20.54, emerge chiaramente che l'assassinio dei due giovani sia avvenuto nel'arco temporale sopra emerso, in poco meno di dieci minuti", scrive il sostituto procuratore di Lecce. Secondo una testimone ascoltata dai carabinieri, infatti, "l'aggressione sarebbe avvenuta in modo improvviso, senza avere alcuna fase crescente, quasi come se i due fidanzati fossero stati colti di sorpresa".

E' dall'analisi del cellulare di Daniele De Santis che gli investigatori hanno ricostruito i rapporti con il killer reo confesso. Memorizzato come "Ragazzo infermiere Via Montello", aveva iniziato a chattare con l'arbitro su whatsapp il 29 ottobre 2019 fino al 17 agosto scorso. Tra i messaggi ce n'è uno in cui il 21enne studente in Scienze Infermieristiche esprime l'idoneità dell'appartamento, vicino alle fermate degli autobus.

Il 6 luglio scorso, come riportato nel decreto di fermo dal pubblico ministero, De Marco scrive sempre su whatsapp a De Santis per richiedere la disponibilità della stessa stanza nella quale aveva già alloggiato per motivi legati alla frequenza del tirocinio universitario. Lo stesso giorno, sulle utenze delle vittime, rimaneva memorizzata una chat nel corso della quale, dopo che De Santis aveva preannunciato alla fidanzata Eleonora la richiesta di locazione "dell'infermiere", entrambi commentavano con una risata il possibile ritorno dello stesso ragazzo e la Manta commentava scrivendo "torna tutto come prima" aggiungendo un segno a indicare una risata.

"Tale scambio di battute - scrive ancora il sostituto procuratore di Lecce - è da ricondurre verosimilmente alla volontà dei due di deridere il ragazzo in ragione di un possibile episodio accaduto durante la sua precedente permanenza in quella casa, dal 30 ottobre 2019 al 30 novembre 2019. Giova rammentare - si legge nel decreto di fermo - che in tale pregresso frangente, il De Marco aveva occupato una stanza dell'anzidetto immobile, condividendolo per i restanti locali, proprio con Eleonora Manta, fidanzata di Daniele De Santis".

E ancora, scrive il pm, "che non fosse stata una coabitazione scevra da situazione difficili è desumibile dalle sommarie informazioni di un'amica d'infanzia di Eleonora: "Ultimamente - ha raccontato la ragazza - non si trovava a suo agio... perché l'appartamento era condiviso da altre persone...".

"La notizia del fermo arrivata ieri sera ha sconvolto tutto il paese, qui la gente e’ incredula". A dirlo all’Adnkronos il sindaco di Casarano Ottavio De Nuzzo. "Non conosco direttamente il ragazzo ma la sua famiglia si, sono persone che conducono una vita tranquilla", ha detto il sindaco.



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