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Lo studio, oltre 14 miliardi di risparmi con l'e-health ma l'Italia è in ritardo

07 ottobre 2014 | 19.22
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(Adnkronos Salute) - Cartella elettronica, referti digitali e via web e la telemedicina. E' la sanità elettronica, che potrebbe far risparmiare al Servizio sanitario nazionale oltre 14 mld di euro, "ma che in Italia è ancora un fanalino di coda visto che per ogni abitante si investono solo 21 euro contro i 70 della Danimarca, il Paese in cima agli investimenti in questo settore. In totale in Italia nell'ultimo anno per le tecnologie digitali si sono spesi 1,17 mld. Mentre per far decollare la sanità elettronica nel nostro Paese dovremmo investire tre volte tanto", afferma Mariano Corso, direttore scientifico dell'Osservatorio sulla innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano, presentando uno studio all'apertura a Roma della Conferenza sulla sanita' elettronica, promossa dal ministero della Salute nell'ambito della presidenza italiana del Consiglio dell'Ue.

"Siamo un Paese povero in sanità, ovvero spendiamo meno rispetto ad altri in Europa. Ma abbiamo diversi problemi, come un maggiore aumento dell'invecchiamento della popolazione che inciderà pesantemente sulla gestione dell'assistenza e delle cure. Mentre - osserva l'esperto - con la sanità digitale possiamo arrivare a risparmiare oltre 14mld: 6,8 mld nelle strutture sanitarie (Asl, Regioni e ospedali) e 7,6 mld per i cittadini. Le Asl e gli ospedali potrebbero ridurre le spese in diversi settori grazie alle innovazioni del digitale: 3 mld con medicina del territorio e domiciliare, 1,39 mld con la cartella clinica elettronica, 860 mln con i referti digitali, 370 con i referti via web, 860 mln con la gestione informatizzata dei farmaci”.

I risparmi potenziali per i cittadini, pari a 7,6 mld, sono invece così ridistribuiti: 4,6 mld con i referti via web, 2,2 mld con la medicina a domicilio, 170mln con la gestione dei farmaci online e infine 640 mln con le prenotazioni online.

La conferenza, promossa dal ministero della Salute, parte dalla constatazione che la sanità elettronica "rappresenta oggi una leva strategica in grado di innovare modelli, processi e percorsi assistenziali generando, al contempo, fondamentali stimoli allo sviluppo economico e imprenditoriale a livello nazionale ed europeo", sottolineano gli esperti.

Per tali motivi - secondo il ministero - è necessario rafforzare le azioni intraprese sia a livello europeo che nell’ambito dei singoli Paesi, finalizzate alla diffusione dell’eHealth quale strumento abituale per operatori, pazienti e cittadini.

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