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Medicina: una crisi ipoglicemica a settimana per diabetici di tipo 1 (2)

29 maggio 2014 | 16.30
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(Adnkronos Salute) - Le più pericolose sono le ipoglicemie notturne, perché quando si dorme non ci si accorge dei sintomi e non si può intervenire per riportare il glucosio nel sangue a un livello sufficiente per il corretto funzionamento dell'organismo. "Hypos-1 - prosegue Nicolucci - rivela che fra chi riferisce episodi di ipoglicemia, uno su 4 ha avuto almeno un episodio sintomatico notturno negli ultimi 12 mesi".

Non solo. "L'ipoglicemia può anche scatenare problematiche cardiovascolari di cui i diabetici soffrono frequentemente - sottolinea Gian Paolo Fadini, ricercatore all'università di Padova - In carenza di zucchero, indatti, l'organismo viene a trovarsi in una condizione infiammatoria, i vasi sanguigni subiscono uno stress e il cuore modifica la propria attività elettrica. Le ipoglicemie notturne sono considerate molto pericolose perché avvengono in momenti in cui l'apparato cardiovascolare è tipicamente più suscettibile agli insulti. Perciò è auspicabile l'utilizzo di farmaci per il diabete che espongano al minor rischio possibile di ipoglicemi".

"Le ipoglicemie sono il principale effetto collaterale del trattamento con insulina - commenta Edoardo Mannucci, direttore Agenzia diabetologia dell'Aou Careggi di Firenze - ma oggi l'incidenza di ipoglicemie sintomatiche e notturne è diminuita grazie all'introduzione di insuline innovative. Ciononostante le ipoglicemie continuano a rappresentare una barriera all'ottimizzazione della terapia. Le caratteristiche della formulazione di un'insulina ideale, sotto questo punto di vista, dovrebbero essere quelle di rilasciare una concentrazione di insulina costante, stabile, priva di picchi e continua per almeno 24 ore, con rischio ridotto di ipoglicemia".

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