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Migranti, Sea-Watch: "Dal governo strategia opprimente, quanto e più di Salvini"

28 settembre 2020 | 17.37
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Giorgia Linardi all'Adnkronos: "Sei navi ong bloccate, Italia e Ue negano il soccorso in mare. Rapporto Alarm Phone inquietante"

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(Fotogramma)

"Una strategia opprimente quella attuata dal governo che di fatto, tanto quanto Salvini, o forse in modo ancora più efficace di lui, è riuscita a impedire la presenza delle navi civili nel Mediterraneo. Addirittura fermando anche le operazioni di ricognizione aerea che però siamo riusciti a riprendere al di fuori del territorio italiano". Così all'Adnkronos Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch, commenta il blocco delle navi ong imposto dal governo e il rapporto curato da Alarm Phone che parla di 200 morti e sei naufraghi a settembre, al largo delle coste della Libia.

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"Un rapporto davvero inquietante - spiega - e arriva proprio nei giorni in cui vengono pubblicate le proposte del nuovo patto europeo sulle immigrazioni e del decreto immigrazione in Italia, che dovrebbe rivedere i decreti sicurezza salviniani. Credo che questo bilancio, questi fatti parlino da soli e richiedano di rivedere sia il patto stesso, sia il decreto immigrazione, alla luce della necessità che nessuno muoia più in mare".

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"E' inaccettabile - prosegue Linardi - che ancora oggi si verifichino queste situazioni e che nel patto europeo sull'immigrazione, che inizia proprio con una citazione sul fatto che soccorrere vite in mare non sia un'opzione, non ci sia nulla rispetto al soccorso in mare. Che non venga predisposto un dispositivo di soccorso istituzionale in cui il governo si assuma la responsabilità di salvare vite. Vengono oltretutto sottoscritte delle raccomandazioni rivolte alle ong, dove si rivendica poi la strategia italiana del blocco delle navi. Con il fermo della Mare Jonio, siamo a sei imbarcazioni delle organizzazioni civili bloccate, da marzo a oggi. In questo momento l'Italia e l'Unione Europea, stanno soltanto a parole menzionando il soccorso in mare, nei fatti lo stanno però negando", conclude la portavoce della Sea-Watch.

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