Fendi assegna il suo primo 'Design Prize' a Gustav Craft

Il progetto si intitola 'VIA' ed è stato presentato con una shortlist di sei finalisti presso la boutique Fendi Casa a Milano

Fendi assegna il suo primo 'Design Prize' a Gustav Craft
20 aprile 2026 | 15.17
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Fendi annuncia il primo vincitore del suo 'Design Prize' in occasione della Milano Design Week: si tratta di VIA di Gustav Craft. Il progetto è stato presentato insieme a una shortlist di sei finalisti presso la boutique Fendi Casa in Piazza della Scala a Milano, nel corso di un evento privato. Fendi Design Prize è una nuova iniziativa dedicata alla scoperta e alla valorizzazione dei talenti emergenti, nonché alla celebrazione del design e dell’artigianato. Il premio annuale, concepito nello spirito dell’eredità della maison nel promuovere l’innovazione e sostenere le nuove generazioni, è curato dal designer Giulio Cappellini, che guida una giuria selezionata composta da personalità di fama internazionale nel mondo del design, tra cui Cristina Celestino, Joseph Grima, Neri & Hu, Rossana Orlandi, Josh Owen e Patricia Urquiola.

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"Siamo onorati di presentare il Fendi Design Prize - dice Ramon Ros, presidente e ceo di Fendi-. Fendi ha storicamente coltivato i talenti e, attraverso questa iniziativa, desideriamo continuare a costruire su questo percorso di ispirazione. La visione delle nuove generazioni di tutto il mondo che interpretano i codici della nostra Maison è per noi estremamente stimolante, mentre attendiamo di scoprire il prossimo designer di spicco del futuro". Il progetto vincitore sarà realizzato e presentato durante l’edizione di dicembre di Design Miami 2026, con l’opportunità di sviluppare una collezione o una selezione di pezzi in collaborazione con Fendi Casa nel 2027.

Con oltre 70 candidature, è stato condiviso un brief specifico con le principali scuole di design internazionali, invitando i partecipanti a presentare un ambiente domestico composto da diversi elementi, tra cui arredi e accessori. Le candidature potevano essere presentate sia da singoli designer sia da gruppi, con criteri chiave che enfatizzavano l’uso di pelle o pelliccia Fendi riciclata, l’integrazione di elementi distintivi della Maison come la Selleria, la palette cromatica di Fendi, l’ispirazione a Roma e un forte impegno verso un’artigianalità di altissima qualità. "Questo progetto esprime al meglio la contemporaneità di Fendi rispettando la tradizione - sottolinea Giulio Cappellini -. Forme del passato proiettate nel futuro. Tecnologia e artigianato si fondono perfettamente per creare prodotti dall’immagine forte, capaci di arredare gli spazi più diversi".

"I progetti premiati - aggiunge Cristina Celestino - sono quelli che hanno interpretato il tema con maggiore freschezza e libertà. Un invito a cui tengo molto è quello di mantenere una mente curiosa e aperta durante tutto il processo creativo; vedo la ricerca come uno spazio di possibilità, un’opportunità per restare ricettivi anziché chiusi. In questo senso, tecnologie come l’IA devono essere al servizio dell’idea, mai sostituirla".

Per Joseph Grima "in un settore in cui il lusso troppo spesso confonde l’ornamento con il significato, Gustav Craft ha offerto qualcosa di più silenzioso e sofisticato. I suoi pezzi fanno riferimento in modo sottile a elementi del paesaggio urbano romano, senza mai diventare troppo letterali, e con una sicurezza che richiama il meglio del razionalismo italiano senza mai citarlo direttamente. Anche i progetti finalisti hanno dimostrato un livello altissimo di comprensione della tradizione artigianale e di immaginazione rispetto a dove questa tradizione possa dirigersi in un XXI secolo guidato dall’innovazione tecnologica. Nel complesso, il livello era incredibilmente alto e la scelta non è stata facile, segno che una nuova generazione sta abbracciando tradizioni e linguaggi che spesso si presume non le interessino".

Conclude Josh Owen: "A mio avviso, ciascuno dei vincitori ha contribuito al tema del concorso con curiosità e creatività. Il progetto Via di Gustav Craft si è distinto per la profondità del suo legame con la materialità fondamentale di Roma, riflettendo le texture della Città Eterna che sono al tempo stesso antiche e moderne".

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