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Acqua: non solo salubrità, quella minerale genera occupazione

03 luglio 2014 | 12.13
LETTURA: 4 minuti

Studio promosso dal Gruppo Sanpellegrino.

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Un buon sapore e una salubrità unica perché naturale, sicura e testata: sono queste le caratteristiche dell’acqua minerale più apprezzate dai consumatori italiani. Ma non solo. Oltre ad essere un’eccellenza gastronomica e simbolo di salubrità, l’acqua minerale rappresenta per l’Italia, e per i territori limitrofi alle fonti (si contano 431 sorgenti di acque minerali differenti, con maggior concentrazione in Piemonte, Toscana e Lombardia, ciascuna caratterizzata da una propria identità), una ricchezza inestimabile. L’imbottigliamento deve, infatti, per legge, avvenire direttamente alla sorgente e questo fa dell’acqua minerale un bene non delocalizzabile, in grado di generare occupazione e accelerare l’intero sistema economico nazionale.

Il Gruppo Sanpellegrino, una delle più significative realtà nel campo del beverage in Italia - dove è interamente radicata la sua produzione - ha voluto misurare il valore che le sue attività hanno generato lungo l’intera filiera nel 2012 e le relative ricadute sull’economia del Paese. Con questo obiettivo, ha commissionato all’Istituto Althesys il recente studio 'Creare valore condiviso per far crescere l’Italia. Il ruolo strategico delle aziende come acceleratori del sistema economico e dell’occupazione: il caso Sanpellegrino'.

Secondo la logica della creazione di valore condiviso, per Sanpellegrino la chiave del successo è creare valore sia per sé e per i propri azionisti, che per la società in cui opera, apportando benefici concreti alle persone, all’economia e al territorio. E dai dati emerge come l’impresa che adotta un approccio innovativo alla sostenibilità, guardando cioè alla crescita sociale come a un obiettivo centrale, sia un motore dello sviluppo economico del Paese e un promotore di innovazione sociale.

“Come azienda che imbottiglia acqua minerale, siamo depositari di una risorsa strettamente legata al territorio, che non può essere delocalizzata - ha commentato Stefano Agostini, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino - e rappresenta la matrice stessa del nostro modo di fare impresa: proteggere le fonti e l’ambiente circostante. Fare sistema con tutti gli attori e creare valore lungo tutta la filiera non è quindi solo un modello di business, ma è un modo di essere, fortemente radicato nel nostro Dna. Ci impegniamo, infatti, a perseguire uno sviluppo ecosostenibile nel rispetto delle esigenze di tutti i nostri interlocutori, dai dipendenti alle comunità locali dove operiamo e vivono i nostri fornitori e consumatori, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, generando valore e occupazione”.

Considerando tutti gli attori della filiera di Sanpellegrino, il valore creato nel 2012 in Italia è 1,1 miliardi di euro, pari a circa lo 0,10% della produzione industriale nazionale e a 2,4 volte il fatturato stesso di Sanpellegrino in Italia (465 milioni di euro). Questo dato si compone del valore aggiunto generato dai fornitori del Gruppo (agricoltura, industria e servizi), pari a 208 milioni di euro, da Sanpellegrino stesso, pari a 448 milioni di euro, dal sistema logistico, pari a 77 milioni di euro, e dai canali distributivi, pari a 371 milioni di euro.

Tutta la filiera coinvolge circa 4.550 aziende che, nel corso del 2012, hanno portato occupazione a 7.000 persone in Italia, pari allo 0,17% degli impiegati nell’industria italiana. Quasi 1.600 sono i dipendenti diretti di Sanpellegrino e ciò significa che, per ciascuno di loro, sono stati creati 3 posti di lavoro. Il Gruppo Sanpellegrino, inoltre, nel corso del 2012, in Italia, ha portato una contribuzione fiscale pari a 390 milioni di euro.

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